Il Kenya verso la creazione di una rete dei mieli

3In Kenya l’apicoltura è una pratica tradizionale e una delle più importanti risorse economiche nelle zone aride e semi-aride, che costituiscono circa l’80% delle terre del paese.

Il miele è ingrediente di numerose bevande servite durante i matrimoni o in occasioni di nascita ed è alla base di molti farmaci tradizionali. Più dell’80% degli apicoltori kenioti usa ancora bugni tradizionali in legno (nonostante siano state introdotte arnie moderne), diversi da una comunità all’altra. E le diversità nelle tecniche di raccolta e di ambienti naturali conferiscono caratteristiche uniche a ogni miele.

Tuttavia, la deforestazione e l’uso intensivo di pesticidi stanno distruggendo l’habitat delle api diminuendone la popolazione e minacciando così il prezioso ruolo che questi piccoli insetti ricoprono nel preservare l’equilibrio degli ecosistemi.

miele_kenya_2Slow Food in Kenya sta lavorando insieme alle comunità di apicoltori locali per proteggere questi prodotti e per tutelare la biodiversità degli ambienti naturali. È stato avviato un Presidio insieme alla comunità degli ogiek, sono state individuate diverse comunità del cibo con le comunità tugen e ilmutiuk e diversi mieli sono stati segnalati a bordo dell’Arca del Gusto. I tugen usano i bugni tradizionali in legno e producono principalmente miele di acacia e croton. Gli ilmutiuk, invece, vivono nel ranch omonimo e fanno parte della tribù ogiek-dorobo, una delle più piccole in Kenya con sole 20.000 persone. Sono soliti spalmare sui bugni fango e letame di vacca per garantire un miglior isolamento termico al nido delle api.

In particolare, dal 17 al 23 febbraio 2016, Moreno e Susanna Borghesi – apicoltori italiani membri di Conapi (Consorzio Nazionale Apicoltori) e consulenti della Fondazione Slow Food – hanno visitato le comunità di apicoltori ogiek, ilmutiuk e tugen per dare loro assistenza tecnica e formazione. In particolare la sessione di degustazione ha permesso ai partecipanti di imparare a valutare la varietà e qualità del miele verificandone il grado di umidità, limpidezza e aromi.

La visita ha anche segnato il primo passo per la creazione di una piattaforma di scambio e messa in rete degli apicoltori a livello regionale. Infatti, anche quattro apicultrici della rete Slow Food in Tanzania (dalle comunità di Arusha, Dodoma e Morogoro) hanno preso parte alla sessione di formazione.

John Kariuki Mwangi
Responsabile Slow Food in Kenya

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