In Canada, un’Alleanza dei cuochi coast to coast

Nasce una nuova rete di cuochi che promuovono prodotti buoni, puliti e giusti…

Il 10 dicembre per Slow Food non è stato solo l’occasione per festeggiare il Terra Madre Day. In Canada, infatti, a Montréal e a Vancouver Island è stata lanciata l’Alleanza Slow Food dei cuochi.

10 chef appassionati di 9 ristoranti, provenienti da diverse aree del paese, hanno raggiunto la rete internazionale che oggi coinvolge altri 5 paesi (Albania, Italia, Marocco, Messico e Olanda) e oltre 500 persone. «È importante riconoscere i cuochi che si impegnano con passione con le loro comunità e con il cibo locale», commenta Brooke Fader, fiduciaria di Slow Food Vancouver Island e Gulf Islands, una delle anime del progetto in Canada. «Slow Food deve continuare a impegnarsi e a lavorare concretamente per mettere in rete cuochi, produttori e consumatori e promuovere così il territorio e la gastronomia di ciascun paese».

«Uno dei punti di forza del progetto dell’Alleanza Slow Food è che i cuochi si riforniscono di prodotti di alta qualità (e quindi locali, sostenibili e di stagione) tutto l’anno, non solo in maniera occasionale», aggiunge Bobby Gregoire, cuoco della neonata Alleanza e fiduciario di Montréal.

In Canada, in particolare, il progetto dell’Alleanza Slow Food è attento – come in tutti gli altri paesi – alla biodiversità del cibo e ha un riguardo particolare per i prodotti selvatici (come, ad esempio, erbe, funghi, alghe..) e per la pesca sostenibile (attraverso attività portate avanti con la campagna Slow Fish). Sono questi due aspetti importanti del territorio canadese che ben rappresentano il delicato equilibrio tra cibo e ambiente. Ed è questo il messaggio di cui i cuochi canadesi si faranno ambasciatori.

Nei prossimi mesi, i cuochi dell’Alleanza canadese viaggeranno, si incontreranno e parteciperanno a eventi, condividendo prodotti e cucinando assieme. I cuochi della West Coast, ad esempio, hanno scelto di condividere tra loro ingredienti, come conserve di alghe, marmellate di mele cotogne, salame ai funghi porcini, salsa piccante al limone, grano red fife (tutelato da un Presidio Slow Food) e miele di abete.

«È affascinante vedere questi cuochi usare ingredienti locali simili e creare ciascuno una cucina unica» continua Brooke.

Buon viaggio, dunque!

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