Un (dolce) gruppo di acquisto solidale!

Il Torronificio Scaldaferro è un’azienda di eccellenza della Riviera del Brenta. Colpita da un violento tornado, ha bisogno di aiuto. Scopri i prodotti del gruppo di acquisto e dai il tuo contributo.

 

Lo scorso 8 luglio la Riviera del Brenta – in particolare i Comuni di Mira e Dolo, in provincia di Venezia,  – è stata colpita da un violento tornado. I danni hanno raggiunto gli oltre  60 milioni di euro: case distrutte, magazzini di edilizia spazzati via, la seicentesca villa Fini  rasa al suolo dalla furia del vento, imprese commerciali da ricostruire.

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Il laboratorio del Torronificio Scaldaferro travolto dal tornado.

Tra queste, anche il Torronificio Scaldaferro, azienda amica di Slow Food che l’associazione ha deciso di aiutare con un (dolce) gruppo di acquisto (clicca qui, per vedere la proposta).

«Il clima sta cambiando radicalmente: periodi di siccità si alternano a piogge improvvise e bruschi sbalzi termici», ci racconta al telefono Marco, titolare dell’azienda ed erede della famiglia Scaldaferro, storica produttrice. «L’8 luglio la temperatura è arrivata fino a 47 gradi  e le correnti di aria calda si sono scontrate con le correnti di aria più fredda in arrivo dalle montagne. Il risultato è stato una catastrofe: un tornado che ha colpito a macchia di leopardo, senza logica, e che ha avuto un effetto devastante anche sul nostro Torronificio, letteralmente diviso a metà. Tutto ciò che c’era all’interno è stato portato via: preziose materie prime, macchinari, il tetto».

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Il tornado dell’8 luglio ha divelto il tetto.

Fortunatamente però il torronificio era fermo (la produzione va infatti da inizio settembre a febbraio). «È stata la nostra salvezza. In due mesi, con 18 muratori organizzati su due turni per 24 ore al giorno, ci siamo rimessi in piedi. Abbiamo ricostruito il laboratorio e la cella frigorifera, abbiamo messo a posto il tetto e, a settembre, siamo ripartiti con sole due settimane di ritardo».  Con una produzione limitata però perché, ad esempio, i circa 150 chili di miele di mandorlo sono andati completamente persi.

L’attenzione alle materie prime del resto è uno dei princìpi del Torronificio Scaldaferro. Attività storica, nata nel 1890 come pasticceria, oggi è gestita da Marco Scaldaferro, dopo il nonno, il padre e gli zii. Oggi i prodotti sono venduti in pasticcerie, gastronomie, enoteche (in Italia, Stati Uniti, Australia e Francia, ad esempio) oppure online sul sito dell’azienda (www.scaldaferro.it).

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L’azienda Scaldaferro realizza torrone con materie prime di eccellenza, tra cui i Presìdi Slow Food, e con tecniche artigianali.

«Il nostro è un prodotto di altissima qualità, ottenuto da materie prime di eccellenza. Ne siamo alla continua ricerca», ci spiega Marco. «Usiamo frutta secca e mieli rigorosamente italiani e in questo cammino abbiamo incontrato molti produttori dei Presìdi Slow Food. Oltre all’uso di ingredienti di qualità, lavoriamo il prodotto in maniera tradizionale: con posatura a mano e con cottura a bagno maria per circa 10 ore in vasche di rame. La nostra particolarità? La forma del torrone. Non lo rulliamo o pressiamo ma lo presentiamo in fiocchetti, come faceva la bisnonna, abile pasticcera e regina delle frittelle. I nostri fiocchi di torrone sembrano piccole frittelle, più friabili e già porzionati».

«Siamo molto attenti ai mieli rari, ad esempio. Usiamo quello di ape nera sicula (Presidio Slow Food) o un miele salato della Laguna di Venezia, estratto da una pianta che cresce sull’acqua. Acquistiamo poi dai produttori del Presidio il pistacchio verde di Bronte o la mandorla di Toritto e la nocciola è la dolce e gentile delle Langhe. È così che ho conosciuto Slow Food: attraverso il contatto con i produttori, che hanno materie prime meravigliose. E il passo per diventare socio è stato breve!».

Vuoi aiutare il torronificio Scaldaferro?
Scopri i prodotti e partecipa anche tu al gruppo di acquisto!

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