Per avviare un Presidio Slow Food occorre:

  1. Inoltrare la candidatura
  2. Incontrare i produttori e visitare il potenziale Presidio
  3. Creare la Comunità Slow Food del Presidio
  4. Condividere il disciplinare di produzione
  5. Realizzare l’etichetta narrante
  6. Sottoscrivere la carta d’utilizzo del marchio “Presidio Slow Food”

1. Inoltrare la candidatura

Il modulo di candidatura del Presidio si può scaricare online. Una volta compilato, va condiviso con gli organismi locali di Slow Food (vedi qui) e poi inviato a infopresidi@slowfood.it

2. Incontrare i produttori e visitare il potenziale Presidio

Se la segnalazione è valida e completa, il passo successivo è la visita da parte della Fondazione Slow Food (o di tecnici incaricati dalla Fondazione) e l’organizzazione di un incontro con i referenti locali e i produttori interessati (per delineare un quadro preciso della situazione, individuando potenzialità e problemi da affrontare). Insieme ai produttori, occorre definire il nome del Presidio (molto importante, è l’identità storica!) e l’area di produzione (ovvero il territorio di produzione).

3. Creare la Comunità Slow Food del Presidio

Il Presidio consolida le relazioni tra i produttori e agisce per rafforzare un sistema economico e sociale locale. Alla base del progetto, è fondamentale la creazione di una comunità di soggetti e di intenti.

Per diventare Comunità Slow Food occorre che tutti i membri del Presidio sottoscrivano la dichiarazione fondativa della Comunità, disponibile a questo link.

4. Condividere il disciplinare di produzione

Una volta approvato il progetto, inizia il lavoro con i produttori per redigere il disciplinare di produzione (seguendo le linee guida e i questionari che la Fondazione Slow Food ha predisposto per le diverse categorie merceologiche).

5. Realizzare l’etichetta narrante

L’etichetta narrante di Slow Food è un importante strumento di trasparenza e di valorizzazione dei produttori. Non sostituisce l’etichetta obbligatoria per legge, ma la affianca, per consentire ai consumatori di conoscere ogni aspetto della filiera: territorio di origine, tipo di coltivazione o allevamento, tecnica di trasformazione, etc. Può essere singola e descrivere la realtà di ogni produttore, oppure collettiva, e descrivere la situazione generale del Presidio. È un’autocertificazione che impegna direttamente il produttore. Per maggiori dettagli, clicca qui.

6. Sottoscrivere la carta d’utilizzo del marchio “Presidio Slow Food”

I produttori dei Presìdi, infine, richiedono l’autorizzazione per l’uso del marchio “Presidio Slow Food”.

A oggi hanno possono usare il marchio “Presidio Slow Food” in etichetta soltanto i produttori dei Presìdi italiani, svizzeri, messicani, brasiliani e alcuni altri produttori europei (in Danimarca e Olanda). Il progetto dei Presìdi è l’unico progetto di Slow Food che consente l’uso della chiocciola sulle etichette dei prodotti.

Anche alcuni prodotti del sud del mondo trasformati in Italia riportano il logo del Presidio in etichetta: tra questi caffè, zucchero e cacao.

Per maggiori informazioni potete scrivere a: infopresidi@slowfood.it