La sostenibilità si può misurare. Perchè anche la scelta di quale salame consumare può avere delle conseguenze. Certo, bisogna fare uno sforzo di conoscenza in più e i produttori possono fornire informazioni utili ai consumatori per fare scelte più responsabili.

Indaco2 ha avviato una collaborazione con Slow Food nell’ambito del progetto di Etichetta Narrante, un’iniziativa rivolta a promuovere un’informazione completa ed esaustiva sui prodotti agroalimentari di eccellenza.

Scopo della collaborazione è misurare specifici Indicatori di Sostenibilità su base LCA (Life Cycle Assessment) per fornire informazioni esaurienti sui potenziali impatti ambientali di una produzione, individuare azioni di mitigazione-compensazio- ne di tali impatti e valorizzare gli aspetti virtuosi e le migliori pratiche.
In particolare, lo studio pilota ha riguardato le produzioni di una serie di aziende zootecniche, Presìdi Slow Food. Rispetto a produzioni intensive convenzionali, quali sono i principali impatti ambientali generati dalla filiera produttiva dei Presìdi? In cosa consistono le migliori pratiche per assicurare una produzione sostenibile? Come valorizzare e comunicare quelle pratiche virtuose utilizzate negli allevamenti di specie autoctone in relazione con il territorio e le risorse naturali?

L’analisi del ciclo di vita è uno strumento consolidato (ISO 14040-14044:2006 – Life Cycle Assessment) per individuare e misurare i potenziali impatti di un sistema produttivo. Il “ciclo di vita” indica tutti i processi che partecipano alla produzione di un bene “dalla culla alla tomba” (from cradle to grave), ovvero dal prelievo di materie prime alla destinazione di fine- vita del prodotto. Nel caso di allevamenti zootecnici, ad esempio, un’analisi del ciclo di vita si intende estesa ad un’intera filiera produttiva, dalla produzione di mangimi, alle pratiche di riproduzione e allevamento, fino al trattamento delle carni e gestione di scarti di produzione e deiezioni. L’analisi include la valutazione dei processi di trasporto di intermedi e di fine vita di materiali di consumo.

 

La Carbon Footprint

L’Impronta di Carbonio – Carbon Footprint – è uno degli indicatori calcolati attraverso il metodo LCA e consiste nella sti- ma delle emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera (ISO/TS14067: 2013) generate dai vari processi lungo la filiera produttiva. Queste emissioni sono calcolate in unità di CO2 equivalente (kg CO2-eq). La stima della CO2 emessa per ottenere un’unità di prodotto è indicativa del livello di sostenibilità di una produzione rispetto a problematiche ambientali di scala globale come l’effetto serra e i cambiamenti climatici. Attraverso questa informazione un’azienda può migliorare le prestazioni ambientali di una produzione, evitando inutili sprechi di energie e risorse. Inoltre, la presenza di aree boschive o colture arboree può costituire un sistema di compensazione delle emissioni e valorizzare il ruolo di alcuni ecosistemi, ad esempio compensando le emissioni attraverso gli assorbimenti diretti in azienda (carbon neutrality). Oltre alle emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso la LCA sono calcolati altri indicatori come i potenziali di acidificazione, eutrofizzazione, eco-tossicità acquatica, marina e terrestre, etc.

Questo dato, riportato su un’etichetta narrante, può dare un’informazione in più, molto importante, per consentire ai consumatori di fare scelte realmente consapevoli.

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