Una catastrofe per il vero camembert

La Dop di uno dei più celebri e antichi formaggi francesi sarà consegnata all’industria. Il Consorzio ha autorizzato l’uso di latte pastorizzato: la nuova normativa entrerà in vigore nel 2021.

Così, la battaglia intrapresa alcuni anni fa dai produttori a latte crudo contro una produzione industriale che già oggi arriva sul mercato con un nome molto simile alla Dop (“Camembert fabriquè en Normandie” a fianco della denominazione “Camembert de Normandie) si chiude a vantaggio dell’industria, e in particolare, a vantaggio della multinazionale Lactalis, che produce il 95% del camembert pastorizzato.

Il nuovo regolamento prevederà due versioni: una a base di latte pastorizzato, con un 30% di latte vaccino locale e nessuna indicazione sul restante 70%, che potrà essere importato da qualunque parte del mondo, e una seconda, di alta gamma, a latte crudo, che sarà battezzata “Véritable Camembert de Normandie”.

Secondo Véronique Richez Lerouge, giornalista e presidentessa dell’organizzazione Fromages de Terroir, “questa decisione segna la fine della Dop del camembert. Inoltre, tutti i casi di coabitazione fra produzione a latte crudo e latte pastorizzato all’interno di una Dop –– che riguardano un 50% di denominazioni francesi (tra cui Pont l’Evêque, Neufchâtel, Saint Nectaire, Bleu d’Auvergne, Munster…) hanno sempre avuto, come conseguenza, un abbassamento della qualità, tensioni fra i produttori, emarginazione e progressiva scomparsa dei produttori artigianali.

Slow Food è al fianco dei piccoli produttori artigianali e farà il possibile per salvare questo grande prodotto francese. In questi giorni il camembert a latte crudo degli ultimi due produttori férmier (che lavorano latte delle proprie vacche) è salito sull’Arca del Gusto.

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