Slow Food ha avviato oltre 90 Presìdi per valorizzare formaggi tradizionali a latte crudo, molti dei quali sono tutelati anche dalla Denominazione di origine protetta. In molti casi la convivenza fra Presidio e Denominazione di origine europea è pacifica e proficua.

Ecco alcuni esempi: e in Svizzera, l’Emmentaler; in Italia, il Piacentinu ennese.

Emmentaler
Nata nel 2006, la Dop ammette varie sotto denominazioni (se ne contano fino a otto), ciascuna delle quali ha specifiche caratteristiche qualitative, ma tutte prevedono esclusivamente la lavorazione del latte crudo.

Slow Food ha avviato un Presidio lavorando con un caseificio, 11 allevatori e un affinatore che producono nella valle dell’Emme, territorio di origine, dove il formaggio è sottoposto a lunghe stagionature (almeno 12 mesi). Oltre alla Dop, il formaggio ha un altro marchio che identifica questo particolare tipo di produzione: un’etichetta nera con la denominazione Gotthelf (dal nome di uno tra i più celebri scrittori svizzeri). I due marchi convivono, identificando un progetto di filiera nell’area storica, senza alcun problema legale. Un caso di successo.

Piacetinu ennese
Il piacentinu ennese è stata la 100° Dop europea. Tutela un formaggio ovino siciliano fatto con il latte crudo prodotto da razze ovine autoctone siciliane, quali la razza Valle del Belice, la pinzirita, la comisana, e l’aggiunta alla cagliata di zafferano. Slow Food ha istituito un Presidio su questo formaggio nel 2013 coinvolgendo inizialmente la metà dei produttori presenti sul mercato. Dopo due anni, anche i produttori certificati Dop che non erano parte del Presidio hanno chiesto di aderire. Le due realtà oggi coincidono, sviluppando insieme un’ottima attività di valorizzazione.

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