Yūkō

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I frutti della famiglia Citrus reticolata contengono grandi quantità di un acido profumato, che li rende particolarmente adatti all’utilizzo in cucina. In Giappone il più comune è lo yuzu. La sua terra di origine pare sia la Cina, ma sembra sia presente in Giappone sin dall’antichità (periodi Nara ed Heian, dal 710 al 1185). Lo yūkō invece è una varietà di mandarino che è stata riscoperta di recente.

Cresce nelle aree Doinokubi e Sotome di Nagasaki (ma qualche albero dello yūkō è stato rintracciato anche in altre aree vicino a Doinokubi e in Mandarjima, nel distretto Saga, nella città di Karatsushi). A causa del nome, lo yūkō può essere confuso con una varietà derivata dallo yuzu coltivata nel distretto Tokushima. Tuttavia Nesumi Hirohisa (dell’Organizzazione Nazionale per le Ricerche sul Cibo e l’Agricoltura, Istituto nazionale per lo studio degli alberi da frutto) ha sottolineato come le due varietà siano profondamente differenti per l’aspetto esterno, la buccia, la polpa e la forma dei semi. Le piante diventano abbastanza alte: negli alberi più grandi il tronco costituisce metà dell’altezza e può avere una circonferenza di 1,2 m. Sui rami ci sono piccole spine, i fiori sono bianchi e hanno 5 petali. Il diametro dei frutti è di circa 7 cm, il peso si aggira sui 200 gr; quando è maturo sia la buccia sia la polpa diventano di colore giallo limone brillante; le sue caratteristiche tipiche sono l’acidità e la succosità.

Raggiunta la piena maturazione, la buccia ha il dolce profumo dello yuzu. Inoltre, crescendo spontaneamente, non necessita di concimi agricoli o insetticidi, e i frutti possono essere tranquillamente mangiati con la buccia; il fatto di poter usare l’intero frutto è una straordinaria qualità dello yūkō. Anche il tradizionale uso di essiccare la buccia è legato al desiderio di non sprecare nulla di questo frutto prezioso. Lo yūkō era usato solitamente per marinare o come condimento per le sardine e il pesce azzurro, come snack o bevanda per i bambini, come profumatore nella vasca da bagno e come medicina in caso di raffreddore.

In entrambe le aree di Doinokubi e Sotome, lo yūkō si può gustare a settembre, quando i frutti verdi sono usati come condimento, poi a novembre, quando cominciano a cambiare colore e sono mangiati freschi; e a dicembre, quando i frutti maturi diventano gialli. Il lungo periodo di maturazione, che da settembre dura fino a marzo dell’anno successivo, è un’altra caratteristica dello yūkō.

Sfortunatamente, a partire dagli anni Sessanta, l’introduzione della coltivazione del mandarino Wenzhou e il conseguente rischio di contaminazione delle varietà locali, la diffusione del condimento a base di aceto, più facile da reperire, il bisogno di spazio per l’espansione dei campi da coltivare, la forza crescente degli alberi che diventano talmente alti da rendere difficile la raccolta dei frutti, hanno causato una rapida estinzione dello yūkō dal paesaggio locale. Un tendenza accelerata dall’urbanizzazione e dalla trasformazione in area residenziale di Doinokubi. Quindi, è necessario innanzitutto continuare a ricostruire la coscienza del valore dello yūkō nelle due aree di coltivazione, migliorare la produzione piantando nuovi alberi e proteggendo quelli già esistenti, realizzare ricette, sviluppare metodi di trasformazione e nuovi canali di distribuzione.

Le aree in cui l’esistenza dello yūkō è stata attestata, Doinokubi e Sotome, erano originariamente abitate da popolazioni che vivevano di agricoltura e pesca. Il loro territorio è collinare, le aree di coltivazione sono limitate e sono coltivate principalmente a patate dolci, grano e miglio. Doinokubi si trova 10 km a sud-est dal centro di Nagasaki, accanto ad un’area urbana. Sototme, situata a nord-ovest di Nagasaki, a 50 minuti di treno dal centro-città (circa 40 km), è una zona “benedetta” dalla ricchezza e dalla bellezza della natura. Storicamente era l’area dove vivevano i Cristiani nascosti del periodo Meiji (durante il periodo Meiji, dal 1868 al 1912, e fino alla fine della seconda guerra mondiale, la legge che vietava il cristianesimo rimase in vigore). Grazie all’attività del Padre francese De Rotz la storia cristiana è diventata parte della cultura di questa zona. Le due aree hanno in comune il fatto che durante il periodo Edo (1603-1867) appartenevano a Saga (786-842) 52° imperatore del Giappone, ma, essendo distanti 20 km l’una dall’altra, si sono sviluppate autonomamente. Nel Doinokubi lo yūkō era coltivato insieme al pomelo e al mandarino estivo nei giardini privati ed era impiegato per uso privato; inoltre, il fatto che si trovasse accanto alle strade lascia pensare che i semi fossero trasportati dagli uccelli. Anche nel Sotome era impiegato per uso privato: in questa regione potrebbe essere un’eredità dei cristiani. C’è chi sostiene che lo yūkō sia stato diffuso da padre De Rotz (1840-1914), che non poteva sopportare la povertà della popolazione locale.

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Territorio

NazioneGiappone
Regione

Kyushu

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Categorie

Ortaggi e conserve vegetali