Tifey

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Il tifey è una bevanda di Haiti introdotta a Cuba nelle prime decadi del XX secolo da immigrati haitiani.
Tra il 1913 e il 1930 più di mezzo milione di haitiani giunse a Cuba. L’immigrazione era un fattore chiave nei piani di ricostruzione economica cubana dopo la guerra d’indipendenza con la Spagna. Gli immigrati erano utilizzati come lavoratori a buon mercato per tagliare la canna da zucchero nelle piantagioni. Gli haitiani erano concentrati nelle regioni delle antiche province di Oriente e Camaguey in cui cresceva la canna da zucchero e il caffè.

In quanto immigranti, essi portarono il loro sapere riguardante sia le piante selvatche e sia quelle coltivate e introdussero nuove specie. Grazie alle piante, coltivate nei giardini di casa o raccolte, gli haitiani salvaguardarono la propria cultura preservando la propria tradizione culinaria e la conoscenza delle piante medicinali.

Tra le piante che gli haitiani portarono con sè quando migrarono a Cuba vi era anche il tifei. Questo nome deriva dal francese petite feuille (piccola foglia) e si riferisce alla morfologia dell pianta. Il suo nome creolo, invece, indica tanto l’assenzio quanto la stessa bevanda.

Il tifey è preparato mettendo l’Artemisia absinthium e altre piante in infusione nel rum o nell’aguardiente, una sorta di bevanda alcolica. Il modo più comune per prepararlo è mettere la pianta direttamente in una bottiglia di uno di questi alcolici e tapparla con un pezzo di stoffa.

Parti della pianta sono tagliate e talvolta sminuzzate e la bottiglia e poi lasciata per alcuni giorni (fino a un massimo di 40) in un posto all’ombra. Passato questo periodo, il tifey è consumato direttamente oppure è filtrato e zuccherat. Talvolta, quando una bottiglia è terminata, viene di nuovo riempita di rum, lasciando però le erbe già macerate, al fine di non «perdere il sapore…». La quantità di pianta aggiunta al liquore è spesso determinata con numeri rituali; la bevanada è generalmente servita in piccoli bicchieri.
Le donne haitiane producono il Tifey in casa al fine di contribuire alla salute dei propri familiari e di rafforzare regole e rituali sociali e religiosi
Oggi tutto ciò sta scomparendo a causa dell’urbanizzazione e della modernizzazione, sebbene sopravviva in comunità rurali e di montagna relativamente isolate e tra gli haitiani più anziani.

Le informazioni riguardo questo prodotto sono state elaborate da Gabriele Vlpato, Daimi Godinez e Angela Beyra in Migration and Ethnobotanical Practices: The Case of Tifey Among Haitian Immigrants in Cuba, 2008.

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El tifey es una bebida de Haiti introducida en Cuba en la primera década del sigo XX por los inmigrantes haitianos. Entre 1913 y 1930 más de medio millón de hiatianos llegaron a Cuba.
La inmigración era un factor clave en los planes de la reconstrucción económica cubana después de la guerra de la independencia con España. Los inmigrantes eran utilizados como trabajadores a buen precio para cortar la caña de azúcar en las plantaciones. Los haitianos eran concentrados en regiones de la antigua provincia del Oriente y Camagüey en donde crecía la caña de azúcar y el café.
En cuanto a lo inmigrantes, ellos portaron su saber acerca de las plantas salvajes y también sobre aquellas cultivadas e introdujeron nuevas especies. Gracias a las plantas, cultivadas en los jardines de casa o recogidas, los haitianos salvaguardaron su propia cultura preservando las tradiciones culinarias y el conocimiento de las plantas medicinales.
Entre las plantas que los haitianos llevaron con ellos mismos cuando migraron a Cuba estaba el tifey. Este nombre deriva del francés “petite feuille” o pequeña hoja y se refiere a la morfología de la planta. Por el contrario, su nombre criollo indica tanto la artemisia como la bebida.

El tifey es preparado metiendo la artemisia absinthium y otras plantas en una infusión de ron o de aguardiente, es una clase de bebida alcohólica. El modo más común para prepararlo es metiendo la planta directamente en una botella de uno de estos alcoholes y taparla con un pedazo de paño.
Parte de la planta es cortada y a veces desmenuzada, dejando la botella por algunos días (máximo 40 días) en un lugar a la sombra. Pasado este periodo, el tifey es consumido directamente o si no filtrado y endulzado. Otras veces, cuando se termina una botella, se llena de nuevo de ron dejando la misma hierva ya macerada, con el fin de no perder el sabor. La cantidad de la planta adjunta al licor es normalmente determinada con ciertos rituales. La bebida es generalmente servida en pequeños vasos. Las mujeres haitianas produces el tifey en casa con el fin de contribuir a la salid de su propia familia y de reforzar las reglas y los rituales sociales y religiosos.
Actualmente todo esto esta desapareciendo a causa de la urbanización y de la modernización, aunque sobrevive en las comunidades rurales y en las montañas relativamente aisladas y entre los haitianos más ancianos.

Territorio

NazioneCuba
Regione

Camagüey

Altre informazioni

Categorie

Bevande distillate e fermentate

Segnalato da:Gabriele Volpato