Salsiccia di Monte San Biagio

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La tradizione norcina a Monte San Biagio ha origini lontanissime ed è collegata alle invasioni barbariche che nel VI secolo raggiunsero Monticelli, l’attuale Monte San Biagio: un territorio a quel tempo ‘franco’, una vera e propria terra di nessuno in cui si stabilì una comunità longobarda. La salsiccia di Monte San Biagio può essere consumata fresca, oppure conservata nell’olio extravergine di oliva localmente prodotto. La lavorazione prevede il taglio della carne e del grasso a punta di coltello, in cubetti piuttosto grossi. La parte magra è data da tutte le parti del maiale tranne zampetti, interiora e testa. La parte grassa da guanciale, lardo, pancetta e carnetta (si chiamano così le rifilature di prosciutti, spalle, lombo). Si miscela il tutto nei contenitori tradizionali in legno (le manielle) o in acciaio, aggiungendo peperoncino piccante, peperone rosso dolce, coriandolo coltivato negli orti locali (la petarda) tostato e macinato, sale marino e un poco di vino Moscato di Terracina. Le salsicce sono appese a un bastone ed esposte per circa 24 ore al fumo di lentisco o mirto, e acquistano così un colore rosso intenso: dopo almeno 18 giorni di stagionatura in locali naturali sono pronte per il consumoArea di produzione:Monti Ausoni e Monti Aurunci (provincia di Latina)

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Altre informazioni

Categorie

Salumi e derivati carnei

Arca del GustoI prodotti tradizionali, le razze locali, i saperi raccolti nell'Arca del Gusto appartengono alle comunità che li hanno preservati nel tempo. Sono stati rintracciati e descritti grazie all'impegno della rete che Slow Food ha sviluppato in tutto il mondo con l'obiettivo di conservarli e diffonderne la conoscenza. I testi delle schede possono essere utilizzati, a fini non commerciali, senza modificarne il contenuto e citandone la fonte, ma esclusivamente per scopi coerenti con la filosofia di Slow Food.