Riso Maratelli

Arca del Gusto
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Il riso Maratelli è una varietà di riso selezionata naturalmente da Mario Maratelli un secolo fa nei suoi campi di Asigliano Vercellese. A cavallo degli anni ’60 e ’70 giunse all’apice sia per l’estensione delle coltivazioni, sia perché particolarmente apprezzato in cucina tanto che un’intera generazione lo ha usato per i risotti e per preparare la panissa vercellese e la paniscia novarese. Ora, grazie anche alla caparbietà del risicoltore Eusebio Francese, che nel ’92 riprese a coltivarlo, oltretutto in maniera biologica, si tenta di rilanciarlo. All’inizio del 2013 è stato reiscritto nel Registro Nazionale tra le varietà da conservazione, e a Francese si è aggiunto un secondo agricoltore; ma altri stanno seriamente pensando di riprenderne la coltivazione dal prossimo anno. Nel 1914 Mario Maratelli in una sua risaia di Asigliano coltivata a Chinese Originario, mentre monda, nota una pianta più alta delle altre e con le pannocchie così gialle da indicare una maturazione avanzata. Decide di isolarla e continuare a osservarla, per poi, a fine stagione, raccogliere le pannocchie e conservare i chicchi. L’anno seguente semina le cariossidi dedicando al nuovo riso un piccolo appezzamento per potere continuare ad osservarne il ciclo vegetativo. Maratelli aveva così scoperto una nuova varietà derivata per ibridazione naturale dalla allora diffusissima varietà Chinese Originario del genere Japonica. E’ una varietà a ciclo precoce e fa parte del gruppo dei risi semifini. Oltre a maturare più in fretta rispetto ad altre varietà, ha una buona resa produttiva e permette l’utilizzo anticipato dei campi per altre colture in successione (secondo le esigenze dei tempi). Inoltre le prove in cucina sono positive ed è particolarmente apprezzato per risotti e minestre. Nel 1921 Maratelli chiede e ottiene l’iscrizione al Registro Nazionale delle varietà. Il Maratelli ha avuto un costante incremento nella coltivazione fino a giungere ad un vero boom negli anni ’69 e ’70 con oltre 13.000 ettari dedicati. Subito dopo è cominciato un drastico declino (nel ’73 non si arrivò neppure a 800 ha) per poi sparire completamente nel 1982. I motivi principali sono stati l’arrivo di nuove varietà con rese produttive superiori e la scarsa resistenza all’allettamento.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Piemonte

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine