Riccio di mare di Santa Marinella

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Il riccio di mare (Paracentrotus lividus) è una specie molto comune nel Mar Mediterraneo. Vive di preferenza in acque basse e tra gli scogli: l’area lungo il litorale di Santa Marinella e di Santa Severa, per la particolare conformazione dei fondali, è un habitat ideale per il suo sviluppo. Essendo un attivo brucatore, il riccio riveste un ruolo importante per preservare la biodiversità e il delicato equilibrio dell’ambiente marino. Per evitare un eccessivo sfruttamento della specie, è necessario adottare specifiche strategie gestionali che ne permettano il prelievo sostenibile. Il periodo di raccolta va dal mese di giugno al mese di aprile, ma il periodo migliore è rappresentato dai mesi invernali e primaverili.

In gastronomia viene utilizzato crudo, aperto pochi istanti prima del consumo. Uno dei piatti più caratteristici sono gli spaghetti al riccio di mare, proposti in infinite varianti. Un’antica tradizione, ancora viva in questo territorio, è la ricciata: gruppi di amici e di famiglie che, nelle giornate di festa tra febbraio e marzo, pescano e consumano i ricci sulla riva. Nata per favorire l’integrazione proteica necessaria a una dieta povera, la ricciata è diventata nel tempo una tradizione per dare il benvenuto alla primavera. Per organizzala ci sono usanze tradizionali: la raccolta si effettua a mano, di mattina, quando tira il vento di tramontana. Si diceva anche che grazie ai diversi fondali, i ricci offrono diversi sapori e la ricciata ottimale dovrebbe offrire questa varietà. I ricci si consumano sulla riva del mare; si procede alla loro apertura, in una sorta di gara per trovare quelli più pieni e più rossi. Le gonadi, che sono la parte commestibile, si prelevano con dei pezzetti di pane e a ogni riccio si beve un sorso di vino bianco o rosso anche per combattere il freddo. Inevitabilmente, a seconda della quantità dei ricci, la ricciata diventa una festa piuttosto allegra.

Purtroppo, in molte zone italiane, il P. lividus è sottoposto a un prelievo indiscriminato e per questo motivo la raccolta è regolamentata da un decreto ministeriale che ne disciplina i tempi e le modalità, sia per la pesca professionale che sportiva. Tuttavia il litorale di Santa Marinella è spesso oggetto di pesca di frodo e di veri e propri “saccheggi” dei pregiati ricci di mare tanto da mettere a rischio in prospettiva la sopravvivenza in loco di questa specie.

Oggi più che mai è necessario preservare questa risorsa, promuovere una maggiore conoscenza del suo utilizzo, del suo valore gastronomico- culturale ma anche maggior consapevolezza del suo ruolo ecologico e dei rischi relativi alla sua scomparsa, per contribuire – anche grazie alla sua segnalazione sull’Arca – a una vigilanza territoriale sempre più attiva.

L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese  – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Area di produzione:Litorale di Santa Marinella e di Santa Severa (provincia di Roma)

Altre informazioni

Categorie

Pesce, frutti di mare e derivati

Segnalato da:Angelo Fanton