Razza bovina Pontremolese

Arca del Gusto
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La Pontremolese è una razza bovina locale della Lunigiana, in particolare degli Appennini e delle valli dei fiumi Magra e Vara – nelle attuali province di Massa Carrara e La Spezia; in origine era presente anche nelle zone del Piacentino e dell’Oltrepò Pavese, dove era chiamata Bettolese.

La taglia è medio-grande, con un peso di circa 550-600 kg per i maschi e di 300-400 kg per le femmine. Il mantello è di colore rosso, più scuro nella zona della testa e del collo. La testa è caratterizzata da un profilo leggero, occhi scuri con occhiaie nere, orecchie rosse brinate e narici chiare. Le corna, presenti sia nei tori che nelle vacche, sono a forma di lira e tendenti in avanti e verso l’alto. La linea dorsale è leggermente incurvata verso il basso, con collo robusto e garrese leggermente rilevato. Il petto è profondo e massiccio, gli arti anteriori sono vigorosi e i piedi hanno l’unghia nera. La coda è ad attacco alto e a fiocco nero. Gli arti posteriori, leggermente falciati, sono caratterizzati da cosce scarne, garretti larghi e asciutti e pastoie lunghe.

In passato, la Pontremolese era allevata prevalentemente come razza da carne a causa della sua scarsa produzione di latte (circa 6 litri di latte al giorno con lattazione di 180-200 g). Negli ultimi anni, tuttavia, sono state rivalutate le proprietà organolettiche e nutrizionali di questo latte, caratterizzato da bassi livelli di colesterolo e particolarmente adatto per la caseificazione di formaggi a medio-lunga stagionatura. In passato, la Pontremolese si impiegava anche per lavori pesanti, in particolare per il trasporto dei blocchi di marmo nelle cave di Carrara.

La Pontremolese è citata già nel 1398 nell’Estimo di Massa Lunense come “bovini rossicci… brutte e piccole…oggette a grandi strapazzi”, ma è con Garibaldo Lisi (1893), il primo veterinario ad interessarsi della razza, che il termine “pontremolese” è associato a questi bovini. Il nome, però, non deriva dalla vicina città di Pontremoli, bensì dall’ex storico Circondario di Pontremoli.

Negli anni Quaranta del Novecento la razza contava più di 15.000 capi, ma solo dieci anni dopo l’avvento della meccanizzazione, l’abbandono delle campagne e l’introduzione di razze cosmopolite decisamente più produttive causò un calo significativo del numero di animali che passarono a 10.000. Negli anni la popolazione diminuì ancora, fino a raggiungere soli 56 capi nel 2020.

Per cercare di garantire la conservazione della Pontremolese sono state attuate diverse pratiche, sia in situ che ex situ. Gli interventi in situ hanno svolto, innanzitutto, un ruolo socioculturale grazie al mantenimento delle tradizioni locali in un’ottica di rafforzamento dell’identità territoriale e dell’integrazione della Pontremolese anche in altri settori, come la ristorazione. In secondo luogo, l’adattabilità della razza ai difficili territori montani ha reso l’allevamento interessante sia dal punto di vista ambientale che economico.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Toscana

Area di produzione:Lunigiana

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Nicola Cortopassi