Daikon di Akka

Arca del Gusto
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Daikon di Akka

Akkajidaikon

Akkajidaikon è un ecotipo di rapa appartenente alla specie Daikon, Raphanus sativus, autoctono della zona di Akka nella città di Iwaizumi, prefettura di Iwate. La rapa della specie Daikon appartiene alla famiglia di Brassicaceae, è originaria della zona tra Asia centrale e mare Mediterraneo ed è arrivata in Giappone alcune centinaia di anni fa dalla Cina, sviluppando nel corso di questo periodo molte varietà regionali ed ecotipi locali e diffondendosi su tutto il territorio giapponese. Questo ecotipo di Daikon, dal sapore molto piccante, può essere facilmente influenzato dalle condizioni dell’ambiente, dalle differenti tipologie di coltivazione, dalla diversa qualità del suolo ecc. La colorazione standard dell’Akkajidaikon è rosso-viola all’esterno e bianco all’interno (ma può anche presentarsi bianca, rosa, viola, rosso-bianca). La variabilità del colore deriva dal fatto che ogni produttore ha tramandato di generazione in generazione le proprie sementi facendone un’auto selezione. Le dimensioni sono leggermente più piccole di una moderna varietà di Daikon (600 grammi e 20-25cm di lunghezza). La coltivazione è rigorosamente manuale e viene effettuata nella zona fino dal periodo Edo (1600-1868) ma ha avuto il suo declino negli anni 60, 70 con l’industrializzazione dell’area. Nella zona di Akka, prima della Seconda guerra mondiale, quasi tutti gli agricoltori coltivavano l’Akkajidaikon ma nel dopoguerra, con la diffusione della vendità delle sementi da parte di aziende specializzate e la diffusione della tipologia di rapa “Aokubi” (collo verde), un ibrido F1, la produzione dell’Akkajidaikon è calata. La sua coltivazione, infatti, richiede la raccolta dei semi ogni anno e molto tempo per la coltivazione rispetto alle varietà moderne. Tra metà luglio e metà agosto avviene la semina mentre la raccolta avviene da fine settembre a metà novembre. Una parte delle rape raccolte viene conservata in apposite buche scavate nel terreno da cui, ad aprile dell’anno successivo, si estraggono le rape da ripiantare in campo per la fioritura, che avviene in giugno, e per il successivo ottenimento di semi da utilizzare per il raccolto successivo. Tra giugno e luglio si pratica l’essiccazione e l’estrazione dei semi dalle piante riproduttrici in modo da avere semente pronta per la nuova semina di metà luglio. La polpa è robusta e ricca di fibre e, quindi, si conserva a lungo. Di solito viene essiccata grazie al vento freddo dell’inverno. La ricetta tradizionale prevede poi di lessarla e metterla a bagno nel fiume. A questo punto può essere ingredienrte per il Nimono (misto di verdure cotte con il brodo) e per il Sirumono (zuppa di verdure). Si utilizza questa rapa anche come condimento per il Tofu-Dengaku (Tofu duro arrostito sul carbone) o per il Soba ( una pasta di gran saraceno). Le foglie essiccate al vento invernale vengono tritate e modellate in palline che in seguito vengono esposte di nuovo al vento freddo invernale e in questo modo congelate così da potersi conservare. Le foglie di Akkajidaikon, in passato, erano ingrediente indispensabile per un ricco piatto tradizionale dell’inverno, il Hoshibajiru (zuppa di Hoshiba). Ma oggi la popolazione non ha più bisogno di cibi conservati e la tradizione del consumo di questo vegetale sta scomparendo. Nel 1985 un gruppo di ricerca agraria della zona di Miyako ha iniziato la mappatura delle coltivazioni di Akkajidaikon, si è impegnata nella selezione dei sementi e negli studi sulla trasformazione, ma con scarsi risultati. L’acquisto del prodotto assicurato dall’Ente della Promozione Industriale di Iwaizumi ha permesso di continuarne la coltivazione che altrimenti sarebbe stata abbandonata perchè poco redditizia. Tuttavia, in questa zona, che soffre dello spopolamento e dell’invecchiamento della popolazione la gente è ancora legata a questa specialità e vorrebbe poterla conservare.

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Territorio

NazioneGiappone
Regione

Tohoku

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali