Pirarucu

Arca del Gusto
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Pirarucu

Originario del bacino idrografico dell’Amazzonia, il Pirarucu (Arapaima Gigas), presenta alcune peculiarità biologiche ed ecologiche che lo rendono particolarmente adatto alla pesca da parte delle popolazioni locali. Pesce dalle dimensioni eccezionali – può raggiungere i tre metri di lunghezza e i 250 Kg di peso – viene definito il “gigante dell’Amazzonia”. Una pesca particolarmente aggressiva sta minacciando la sua sopravvivenza e ne sta riducendo le dimensioni medie, ma alcuni esemplari superano ancora i due metri di lunghezza, superando i 125 Kg di peso. L’apparato respiratorio è un’altra particolarità di questa specie: una vescicola natatoria le permette infatti di catturare ossigeno anche in superficie, funzionando quindi come un polmone. Grazie a questa caratteristica il Pirarucù può sopravvivere nelle acque povere di ossigeno del bacino amazzonico, ma, allo stesso tempo, è una facile preda per i pescatori. Il periodo di cura dei piccoli, dopo la deposizione delle uova, aumenta la vulnerabilità dei riproduttori. Il maschio, infatti, assiste gli avannotti durante le prime settimane di vita, spingendosi in superficie accanto ai piccoli per facilitargli l’esercizio della respirazione aerea. Pesce predatore le cui origini risalgono al periodo giurassico, il Pirarucu è la principale fonte di proteine della popolazione locale: i cosiddetti riberinhos, meticci che vivono lungo le sponde dei fiumi. Nelle ultime due decadi, il rapido processo di urbanizzazione ha modificato il territorio della regione, mettendo a rischio l’ecosistema naturale e causando un forte incremento nella domanda di pesce. La pesca intensiva è diventata la maggiore attività economica della regione e ha raggiunto dimensioni tali da destabilizzare l’equilibrio dell’ecosistema dei laghi e la tradizionale economia di sussistenza dei riberinhos, non coinvolti nell’attività della pesca commerciale. Inoltre, ha causato una rapida diminuzione degli stock naturali del Pirarucu, rendendo necessaria una regolamentazione della pesca. Così, dal 1991, è stata proibita la pesca nel periodo della riproduzione, da dicembre a marzo, mentre, nel 1993, è stata definita la misura minima per la commercializzazione degli esemplari (un metro e cinquanta), impedendo la cattura di esemplari giovani che non si sono ancora riprodotti (la specie ha infatti una maturazione sessuale tardiva). Per garantire la conservazione degli stock di pesca e la biodiversità, è stato sviluppato un sistema di gestione sostenibile delle aree inondate del bacino amazzonico che prevede la suddivisione dei laghi in tre differenti aree, destinando ad ognuna di esse un particolare utilizzo delle risorse (zone di allevamento, zone di pesca a basso impatto e zone di pesca intensiva). Cibo tradizionale dei riberinhos, la carne di Pirarucù è consumata fresca o essiccata e salata, proprio come il merluzzo. Praticamente priva di lische, è adatta alla preparazione di piatti locali, come il “Pirarucu de casaca”. La lingua ossificata del Pirarucu viene utilizzata per grattugiare i durissimi bastoni di guaranà, mentre la pelle è usata per fabbricare oggetti dell’artigianato locale. Quando si parla di Amazzonia si pensa immediatamente al Brasile; ma in realtà la foresta amazzonica si estende su un’area che abbraccia ben 9 paesi. I problemi della ‘foresta madre” sono comuni a tutti i paesi: deforestazione, inquinamento dei corsi d’acqua, allevamento, l’estinzione fisica e culturale delle popolazioni autoctone. E in un contesto ormai contaminato da sistemi diversi da quelli tradizionali di scambio, l’unico modo per salvaguardare la foresta è quello di fornire alla sua protezione un valore economico. Conosciuta come il luogo che accoglie la più grande biodiversità del mondo, la Foresta Amazzonica è formata principalmente da foreste di terraferma (tierrafirme), che si trovano al di fuori dell’influenza diretta dei fiumi e non subiscono inondazioni, da foreste di várzea (di erba), allagate dai fiumi di acqua fangosa nella stagione delle piene e con suoli relativamente ricchi, e da foreste di igapós, inondate in modo quasi permanente da fiumi di acqua nera. Questo particolare ecosistema è legato all’abbondanza delle piogge che, in determinati periodi dell’anno, provocano straripamenti sommergendo vaste aree. Il fenomeno ha un’importanza così rilevante ed è così regolare da essere registrato nel linguaggio locale: come dicevamo, le terre sempre asciutte sono definite tierrafirme, quelle quasi permanentemente paludose igapó e quelle periodicamente sommerse várzea. Migliaia di specie di pesci endemici, che svolgono un ruolo importante per la riproduzione delle piante che costeggiano i fiumi, sono legati alla rete fluviale amazzonica, formata da innumerevoli fiumi di grandi dimensioni, che raccolgono acque fangose provenienti da aree con intensa erosione, ricche di minerali disciolti, neutre o leggermente alcaline, acque nere (con una forte acidità legata alla lisciviazione delle componenti acide del terreno e al tannino prodotto dalla vegetazione decomposta) e acque chiare, quelle dei fiumi del sud, trasparenti e particolarmente limpide. Nel comune di Silves, situato su un’isola nel lago Canaçari, a circa 300 kilometri da Manaus, grazie all’impegno delle comunità locali, è nata l’Associazione di Silves per la Preservazione e Ambientale e Culturale (ASPAC), un’organizzazione non governativa che ha creato una delle prime aree protette per la gestione sostenibile del lago e delle sue risorse. Si tratta di un progetto comunitario di preservazione ambientale e culturale, sviluppatosi nelle comunità di pescatori grazie all’appoggio di alcuni enti pubblici, volto alla tutela dell’ecosistema regionale. L’Associazione, che si autofinanzia attraverso progetti di ecoturismo, sta portando avanti con successo alcuni progetti per la salvaguardia e la tutela delle specie ittiche autoctone, grazie all’aiuto e alla consulenza di alcuni tecnici e ricercatori che collaborano con le comunità. I riberinhos sono pescatori agricoli che hanno ottenuto il riconoscimento necessario dal governo brasiliano per tutelare l’ecosistema locale, preservandolo dallo sfruttamento massiccio dei pescherecci, che da Manaus risalgono il pescosissimo Rio Urubù.

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Territorio

NazioneBrasile
Regione

Amazonas

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Categorie

Pesce, frutti di mare e derivati