Diffusa in tutto l’orvietano ma probabilmente originaria di Monteleone di Orvieto (Tr) del quale porta il nome. La prima citazione nota relativa alla varietà è stata ritrovata nell’opera Herbario Novo del 1585 di Castore Durante da Gualdo, dove l’autore riporta un elenco di varietà di pere tra le quali inserisce anche quelle «di montelione».
L’albero è molto vigoroso e rustico, è a portamento espanso e ad elevata produttività. Il frutto è di media grandezza (gr.140-160), ha forma conica corta. La buccia è gialla, liscia, piuttosto spessa, con lenticelle piccole rugginose. Il picciolo è medio lungo, ricurvo. La polpa è bianca, compatta, non troppo granulosa, saporita e aromatica. Questa pera viene raccolta la prima decade di ottobre e per la conservazione tradizionalmente veniva appesa in trecce o stesa su graticci. E’ molto serbevole.
In alcuni paesi di coltivazione è detta papera per il modo in cui è inserito il peduncolo e per il colore giallo.
Viene coltivata ancora tradizionalmente piu’ che a frutteto in grandi alberi singoli, molto vigorosi e produttivi.Gli alberi di norma isolati e grandi, spesso erano utilizzati per segnare i confini o per delimitare colture diverse. Per il tipo di polpa soda e granulosa, era ed e’ consumata per lo piu’ cotta; il suo valore nutrizionale ne faceva l’ingrediente ideale per la preparazione di caloriche zuppe dolci, assieme alle castagne.
Territorio
| Nazione | Italia |
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| Area di produzione: | Comuni di Monteleone di Orvieto, Castelgiorgio, Castelviscardo, Allerona in provincia di Terni, e nell'orvietano in genere. |
Altre informazioni
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| Segnalato da: | Carla Lodi, Slow Food Orvieto |


