Peperoncino tri pizzi

Arca del Gusto
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Peperoncino tri pizzi

Il peperoncino conosciuto come tri pizzi (che in dialetto significa tre pizzi) o minni di vacca (cioè mammelle di vacca) per via delle tre protuberanze all’estremità inferiore, è un ecotipo selezionato nel tempo da generazioni di contadini dell’area del Monte Poro.

Qui i terreni scuri sono molto fertili e il microclima favorisce un’intensa formazione di rugiada che rende quasi superflua l’irrigazione.
Si coltiva soprattutto a Spilinga, dove è l’ingrediente fondamentale della ‘nduja, il salume spalmabile e molto piccante simbolo della norcineria calabrese, ma anche negli orti dei paesi vicini. Ma i suoi impieghi sono vari: essiccato e in polvere si miscela all’olio di oliva e un poco di aceto per trattare la superficie del pecorino del Monte Poro, proteggendo naturalmente il formaggio dalle muffe pericolose. Si usa anche per dare colore e sapore agli altri salumi locali, come la soppressata. Le proprietà antiossidanti del peperoncino conservano naturalmente le carni e consentono di produrre salumi senza additivi.
La polpa del tri pizzi è spessa, non si perde nella lavorazione, dà alla ‘nduja un colore rosso vivo, un profumo particolare e un gusto aromatico, piccantino e deciso, ma senza eccessi, e senza coprire i sapori della carne o lasciare il retrogusto amarognolo di molte ‘nduja di scarsa qualità.

I peperoncini si raccolgono cinque volte l’anno, la prima raccolta avviene alla fine del mese di agosto. Una volta raccolti, sono lavati, privati del picciolo e adagiati su griglie ad asciugare, prestando attenzione a non lasciarli troppo tempo. L’essiccazione avviene a temperatura ambiente, sfruttando il vento e il sole. Successivamente sono tritati (alcuni li fanno bollire) e messi a congelare per essere usati all’occorrenza nei mesi successivi oppure polverizzati.

Il valore del tri pizzi è elevato, perché la produzione non è abbondante e non è sufficiente per tutta l’nduja prodotta localmente.
Molti produttori preferiscono dunque usare peperoncini coltivati fuori regione o addirittura provenienti dall’estero. La concorrenza di peperoncini asiatici, spesso rischiosi a causa dei prodotti chimici impiegati nella loro coltivazione, è forte: il loro prezzo può essere inferiore anche di cinque volte.

L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese  – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Calabria

Area di produzione:Area del Monte Poro

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Giuseppe Caruso
  • peperoncino