Pecora Gentile di Puglia

Arca del Gusto
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La Gentile di Puglia è una razza ovina italiana a triplice attitudine (produzione di lana, latte e carne) allevata prevalentemente in provincia di Foggia, ma presente anche in Molise, Abruzzo, Basilicata e Calabria. La pecora Gentile è di taglia media, con il vello bianco a lana fine e costituito da boccoli prismatici. La pelle sottile è rosea, talvolta con piccole macchie marroni o nere all’occhio, al musello e alle orecchie. I montoni presentano corna robuste a spirale regolare, un’altezza media al garrese di 71 cm e un peso medio di 67 kg, mentre le femmine sono spesso sprovviste di corna, hanno altezza media al garrese di 62 cm e un peso medio di 43 kg.

Gli agnelli destinati alla macellazione vengono alimentati a latte e pascolo e la loro carne è molto apprezzata per il sapore delicato. Nonostante l’attitudine lattifera sia scarsa, il latte di questa razza risulta ideale per la caseificazione del tipico canestrato pugliese.

La Gentile di Puglia è stata selezionata nel passato per la sua lana, una delle migliori al mondo per finezza e morbidezza, ideale per realizzare tessuti pregiati per l’abbigliamento o l’arredo casalingo. Originaria dell’antica Daunia, la parte settentrionale della regione, era già presente sul territorio in epoca romana, come attestato negli scritti di Plinio il Vecchio e Columella, ma fu migliorata a partire dal XV secolo attraverso l’incrocio tra femmine delle razze locali e arieti spagnoli di razza Merinos importati dagli Aragonesi.

Per secoli la sua presenza ha fortemente influenzato la connotazione paesaggistica e gli usi e i costumi delle popolazioni del territorio. La razza era allevata con il sistema della grande transumanza. Da ottobre a maggio pascolava sul Tavoliere e poi saliva lungo i tratturi sui pascoli montani molisani e abruzzesi da giugno a settembre. La sua resistenza alle malattie e la capacità di adattamento alle condizioni climatiche del territorio ne hanno fatto uno degli animali da pastorizia più emblematici della biodiversità di queste zone, costituendo, inoltre, il simbolo della pastorizia transumante con i suoi rituali e la sua architettura rurale (come tratturi, poste e jazzi).

Ancora oggi, alcuni allevatori continuano a praticare la transumanza a piedi, ma la crisi dell’industria laniera, la scarsa quantità di latte prodotta e l’incremento dell’allevamento permanente hanno provocato una drastica riduzione della razza, che è passata da circa un milione di capi negli anni ’60 a poche migliaia allo stato attuale (circa 5000 capi circa).

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Puglia

Area di produzione:Provincia di Foggia

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Pio Di Giorgio, Cristoforo Carrino