Pecora islandese

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Pecora islandese

Íslensk Sauðfé og Forystufé

La pecora islandese appartiene al gruppo di razze ovine a coda corda del nord Europa, portate in Islanda dai coloni oltre 1100 anni fa. L’attuale popolazione conta 470.000 capi, ma i capibranco sono solo 1500, pertanto la razza è a rischio di estinzione. L’associazione degli agricoltori islandese considera i capibranco un ceppo speciale e distinto o un tipo di razza. Le pecore islandesi sono robuste, ottime pascolatrici, sono tenute al pascolo durante l’estate, alimentate prevalentemente con insilati o fieno durante il lungo e freddo inverno islandese. Il finissaggio degli agnelli avviene al pascolo, non con cereali. Non esistono altre razze ovine in Islanda oltre a questa razza autoctona e il capobranco è unico al mondo.

Le femmine adulte pesano in media 60-70 kg e i montoni adulti 90-100 kg. Il capobranco è leggermente più leggero, ma ha zampe più lungo, corpo più snello e conformazione molto meno compatta. Ha dunque un aspetto che si distingue dalle altre pecore. Le pecore islandesi presentano un’ampia varietà di colori, in particolare i capi branco sono quasi tutti di colore diverso dal bianco. Il vello ha un doppio rivestimento. Quasi tutti i capi branco sono dotati di corna, come molti altri esemplari di pecora islandese, ma gli individui senza corna sono comuni sia tra i maschi sia tra le femmine. Si incontrano anche alcuni esemplari a quattro corna. Le pecore islandesi raggiungono presto la maturità sessuale e sono prolifiche. Le femmine offrono una buona produzione di latte e gli agnelli crescono in fretta. Nell’allevamento gli animali sono selezionati principalmente per l’efficiente produzione di carne, ma anche lana, pelli e latte sono preziosi prodotti secondari. Nei capibranco, il tratto principale selezionato è l’intelligenza, ossia la capacità comportamentale genetica di condurre il branco, anche in condizioni difficili. La loro vigilanza può avere un ruolo nel controllo dei predatori.

Un’ampia gamma di prodotti deriva dalla pecora islandese, trasformata in molti modi, per ottenere sia prodotti di carne fresca ma anche molti trasformati come sanguinacci, fegati, rognoni, teste di pecora e testicoli di montone. La carne del capobranco è normalmente più magra, è tenera e dal sapore piacevole. Alcuni ritengono che i capibranco producano inoltre un sottomantello particolarmente morbido e raffinato.

La cultura e la letteratura islandesi di molti secolo dimostrano abbondantemente che tutti i prodotti ovini sono noti da tempo nella storia del paese. Spesso si dice, correttamente, che senza le pecore robuste e adattate all’ambiente locale, gli islandesi non sarebbero sopravvissuti a secoli di difficoltà, visto il clima difficile e i tanti disastri naturali come le eruzioni vulcaniche. Sebbene il cibo consumato nell’Islanda moderna sia molto diverso da quanto veniva mangiato in passato, si può dire che i prodotti ovini mantengono ancora una posizione di rilievo nel mercato.

Poiché la maggior parte della macellazione si svolte in autunno, l’agnello fresco è disponibile da settembre a novembre, mentre surgelato si trova tutto l’anno. Sono anche disponibili diversi prodotti affumicati e sotto sale. Il consumo di carne ovina affumicata è particolarmente elevata nel periodo natalizio, mentre a gennaio i testicoli di montone sono uno degli ingredienti di una festa speciale chiamata Þorri, e l’agnello sotto sale è molto richiesto in un giorno speciale di febbraio noto come Sprengidagur.

La pecora islandese si è sviluppata nei secoli come particolare adattamento alle latitudini settentrionali e all’ambiente islandese. Anche piccoli cambiamenti possono mettere a rischio la loro abilità di pascolare e vivere in armonia con l’ambiente. Per quanto riguarda i capi branco, visto che la carne ottenuta dalle femmine è minore in questo ceppo rispetto ad altre femmine selezionate specificamente per un’elevata produzione di carne, non c’è un forte incentivo a tenerli, anche se sono di grande valore ai fini della conservazione, viste le caratteristiche comportamentali e genetiche particolari. Su un totale di 2000 allevatori di pecore in Islanda, soprattutto nelle fattorie, i capi branco si trovano solo nel 10% circa elle mandrie. La Leadersheep Society of Iceland conta 160 membri registrati. La concorrenza con pecore più produttive, da un punto di vista economico, e con altre attività agricole e i prodotti agricoli importanti sono i motivi principali per cui è necessario proteggere queste pecore.

Foto: Slow Food i Reykjavik

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Razze animali e allevamento