Patata sessanta dei Monti Pizzi

Arca del Gusto
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La patata sessanta è una varietà tradizionale tardiva, dalla forma oblunga, buccia rossa e pasta bianca e soda, che si raccoglie tra agosto e settembre.

Questa varietà locale è il frutto del lavoro di selezione realizzato dagli agricoltori locali nei secoli. La patata si diffuse infatti in Abruzzo negli ultimi decenni del Settecento per diventare una delle colture più praticate nelle vallate montane, soprattutto dopo la carestia del 1817.

I Monti Pizzi, terre “tra le più nascoste d’Abruzzo”, secondo Benedetto Croce, e oggi parte del Parco Nazionale della Majella, sono tra le aree da sempre più vocate a questo tipo di coltivazione che spesso veniva praticata su terreni terrazzati. Ne riporta una testimonianza anche il pittore inglese Edward Lear che, nel corso di un viaggio da Montenerodomo a Torricella Peligna, avvenuto nel 1843, ricorda di aver attraversato “interminabili campi di patate la maggior ricchezza di Monte Nero d’Omo”.

Le patate sono protagoniste di molte ricette locali. Dai gnocchi alle patate fritte con l’uovo, una pietanza molto diffusa in passato, ma anche cotte nella “ricciarella sotto il coppo”. Il coppo è un coperchio concavo in ferro usato per la cottura lenta con la brace. Posto sopra i tegami o le teglie con all’interno gli alimenti da cucinare e sistemato accanto alla brace – spesso all’interno del camino – sfrutta l’umidità che si concentra sotto il coppo per cuocere. Con questa tecnica di cottura le patate o le carni risultano molto morbide e saporite.

Con le patate lesse e amalgamate alla farina di grano tenero si preparano anche una polenta bianca e il pane di patate.

I comuni dove, da sempre, è presente questa attività sono Pizzoferrato, Gamberale, Civitaluparella e Montenerodomo, dove un agricoltore appassionato ha conservato nel tempo la varietà sessanta.

Oggi alcuni enti locali, tra i quali il Parco Nazionale della Majella, stanno operando congiuntamente per recuperare e conservare il germoplasma di 13 varietà vegetali locali tra le quali appunto la patata sessanta che è stata iscritta all’anagrafe regionale della biodiversità vegetale. Attualmente è coltivata da un piccolo gruppo di agricoltori custodi.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Abruzzo

Area di produzione:Monti Pizzi (provincia di Chieti)

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Raffaele Cavallo