Il pane Novecento è un tipo di pane dolce morbido e soffice che viene farcito con della marmellata. È molto simile alla brioche ma all’aspetto è molto differente: forma ovale con due punte opposte e un taglio centrale dal quale fuoriesce la marmellata.
Gli ingredienti sono quelli propri del pane: farina, acqua e lievito di birra (in alternativa lievito madre) con l’aggiunta di zucchero, poco burro, uova e marmellata. La lavorazione comincia dalla preparazione del lievitino o biga; raggiunto il giusto punto di lievitazione del lievitino si procede ad amalgamare tutti gli ingredienti (lievitino, acqua, farina, uova, burro ammorbidito, zucchero e un pizzico di sale) e a lavorare l’impasto fino ad ottenere una pasta morbida che dovrà lievitare una seconda volta fino a raddoppiare di volume.
Successivamente si stende la pasta lievitata formando un cerchio non troppo sottile sul quale va spalmata la marmellata lasciando un bordo di circa 3 centimetri, poi si arrotola e si chiudono bene i lembi facendo attenzione che la marmellata non fuoriesca. Prima di mettere in forno preriscaldato a 200° la superficie del pane va cosparsa con una spolverata di zucchero a velo e leggermente incisa nel senso della lunghezza per favorire l’apertura centrale in cottura. Il tipo di marmellata impiegato può essere diverso: si usa soprattutto quella di albicocche, anche se in molte versioni casalinghe si impiegano marmellate preparate in casa con frutti estivi come albicocche, pesche, ciliegie, susine o prugne.
Le origini di questo gustoso dolce da forno non sono certe e la sua storia la si può ricostruire soltanto dai ricordi, talvolta nostalgici, di chi negli anni dell’immediato dopoguerra è vissuto nato e cresciuto nel quartiere del centro storico di Pontassieve conosciuto come “Borgo” e nella zona storica della vicina San Francesco del Comune di Pelago detta “I Frati”, unita al Borgo dallo storico ponte Mediceo o Ponte Vecchio.
Gli anziani ricordano che il pane Novecento è frutto dell’ingegno di un fornaio di uno dei quattro forni di panificazione attivi nel Borgo dell’immediato dopoguerra. L’idea di un grosso dolce, con lo stesso sapore e ingredienti della brioche, da vendere a taglio invece che a piccolo pezzo unico riduceva tempi e costi di lavorazione. Ben presto la sapienza delle nonne e delle mamme lo fece diventare anche oggetto di produzione casalinga e quindi se ne ha memoria anche come dolce fatto in casa anche per occasioni particolari come le Comunioni quando i festeggiamenti cominciavano con una ricca colazione in casa del Comunicato, insieme a parenti e amici a base di cioccolata calda e dolci, fra i quali era spesso presente il Pane 900.
Il pane Novecento viene prodotto in pochissime famiglie del Borgo di Pontassieve ed in un solo forno nella vicina San Francesco di Pelago.
L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017
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