‘O’opu nōpili

Arca del Gusto
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L’ ‘O’opu nōpili (Sicyopterus stimpsoni) è una specie endemica dei corsi d’acqua dolce e degli estuari delle Hawaii che si trovava nei ruscelli di tutte le principali isole delle Hawaii. Oggi la distribuzione è ridotta ad alcuni ambiti, ma sull’isola di O’ahu si trovano comunemente nei torrenti inalterati come il Kaluanui, il Kahana e il Waimea.

Sia il maschio che la femmina di ‘o’opu nōpili variano di colore in base all’età: i giovani e le femmine sono screziate di marrone o grigio; i maschi sono spesso striati e hanno una pinna dorsale pronunciata. La lunghezza non supera i 20 cm.

Gli ‘o’opu nōpili mostrano elaborati rituali di corteggiamento. La deposizione delle uova avviene nelle fessure sotto le rocce tra agosto e marzo. Le uova, difese dai maschi, si schiudono entro due o tre giorni e le larve si dirigono verso il mare, trascorrendo circa cinque mesi come plancton oceanico. Una volta sopravvissuti, prendono il nome di “hinana”. Questo avviene in primavera, dove rimangono negli estuari per almeno 48 ore prima di iniziare a migrare a monte. Durante questo periodo, subiscono un cambiamento fisico e fisiologico: si allungano, la loro testa aumenta di dimensioni, e la bocca diventa adatta a raschiare le alghe dalle rocce.

Oltre ad essere comune nelle cucine locali, consumato cotto (“pūlehu”) e avvolto in foglie di banano, gli ‘o’opu nōpili erano anche usati nelle cerimonie. Venivano impiegati nella cerimonia di mawaewae (svezzamento) per i primogeniti, affinché le benedizioni e la fortuna protegessero il bambino. Venivano anche usati nelle feste di inaugurazione delle case, in segno di buona fortuna. Il nome ‘o’opu nōpili deriva dalla parola hawaiana “aggrapparsi”, e si riferisce alla capacità del pesce di risalire le cascate aggrappandosi alle rocce. La fortuna infatti si sarebbe aggrappata alla vita del bambino o alla casa, così come gli ‘o’opu nōpili si aggrappano alle rocce.

L’ ‘o’opu nōpil è, per molte famiglie Kanaka Maoli, un “amakua”: nella mitologia hawaiiana, una divinità protettrice della famiglia, spesso un antenato divinizzato.

Attualmente è minacciato dal sovrasfruttamento, dalla raccolta illegale e dal degrado dell’habitat. Le canalizzazioni e le deviazioni dei corsi d’acqua per irrigare le piantagioni intensive di canna da zucchero, così come le specie esotiche introdotte, rappresentano un pericolo per gli ‘o’opu nōpili.

Oggi il trend è dunque in declino, ma esistono vari progetti di protezione della specie e dell’habitat. Gli obiettivi delle azioni di conservazione sono non solo di proteggere le popolazioni attuali, ma anche di favorire lo sviluppo di ulteriori popolazioni per ridurre il rischio di estinzione. Infine, gli ‘oʻopu nōpili sono usati anche come specie in grado di segnalare la qualità dei ruscelli.

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Territorio

NazioneStati Uniti
Regione

Hawaii

Altre informazioni

Categorie

Pesce, frutti di mare e derivati

Segnalato da:Chef Krista Garcia, Hotel Wailea, Relais & Châteaux