Noce pecan americana

Arca del Gusto
Torna all'archivio >

Proverbiali per il loro guscio coriaceo, molto difficile da spezzare, i frutti del pecan indigeno americano (Carya illinoinensis) hanno dato il nome alla pianta. L’etimologia della parola “pecan”, infatti, è da “pacane” che in lingua algonchina significa “noce talmente dura da dover essere spezzata con una pietra”. Quel nome non è più del tutto calzante, al momento che per venire incontro alle attuali esigenze del mercato si privilegiano le varietà dotate di gusci sottili e fragili.

Nel corso del suo ciclo vitale, che può arrivare a 150 anni, ciascun albero produce una noce dalle caratteristiche di volta in volta peculiari, ragion per cui esistono milioni di noci di pecan leggermente diverse le une dalle altre nel gusto. Il maggiore produttore è il Texas, dove si calcola che gli ettari di terreno agricolo dedicati al pecan siano 242.000, per un totale di 30 milioni di fusti.

Oggi la noce di pecan si mangia soprattutto cruda o si usa come ingrediente per la pecan pie, il dessert americano per eccellenza, ma era un alimento di base già per le popolazioni indiane, che riducevano la noce in farina, aggiungevano acqua e ne ricavavano un nutriente latte di pecan. Spesso la noce viene utilizzata in cucina anche nella preparazione di piatti a base di verdure con ingredienti come fagioli, granoturco e zucche.

Il pecan è ricco di nutrienti, ha un tasso di sodio pari a zero e contiene fino a 19 vitamine e sali minerali. Grazie al suo elevato tenore proteico (18% di proteina) il pecan è citato nella piramide del dipartimento statunitense dell’agricoltura come fonte alternativa di proteine per chi predilige un’alimentazione vegetariana. Non si può dire che la pianta sia in pericolo, ma il pecan indigeno americano è comunque a rischio e ha bisogno di venire rilanciato.

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneStati Uniti
Regione

Texas

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati