Musulupa

Arca del Gusto
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Di origine greco-albanese, si prepara, in concomitanza delle festività pasquali, in provincia di Reggio Calabria, e in particolare nell’area grecanica dell’Aspromonte, dello Zomaro e nella fascia ionica della stessa provincia.

Secondo alcuni il nome significa “boccone del lupo”, per altri deriva dall’arabo maslûk, cioè derivato dal latte. La Musulupa è anche conosciuta con il termine Musulucu o nella forma maschile Musulupu.

Il latte intero, crudo e filtrato, di capra dell’Aspromonte o di pecora (in ogni caso alimentate con pascolo estensivo naturale), coagula in circa un’ora con caglio in pasta d’agnello o di capretto alla temperatura di 35-38 gradi. Quando la cagliata s’è rassodata, è rotta in granelli delle dimensioni di chicchi di riso. Trasferita su un tavolo inclinato, è suddivisa in grossi pezzi che saranno scottati in siero caldo alla temperatura di 36-38 gradi e, infine, immessi negli appositi stampi (musulupara) a disco o con figure antropomorfe di legno di gelso nero o pero selvatico, incisi internamente con simboli liturgici.

Questo formaggio è senza crosta, ha consistenza molle, colore eburneo e in bocca si percepisce il gusto dolce del latte appena munto; può essere conservato a temperatura ambiente o di refrigerazione solo per pochi giorni; può essere consumato fresco entro i primi 2-3 giorni dalla sua produzione. È comune l’uso di affettarlo, passarlo nell’uovo sbattuto, poi nel pane grattato, friggerlo e consumarlo durante le prime ore del giorno di Pasqua.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Calabria

Area di produzione:Area grecanica dell’Aspromonte, dello Zomaro e fascia ionica della provincia di Reggio Calabria

Altre informazioni

Categorie

Latticini e formaggi