Miele delle albarizas

Arca del Gusto
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In Galizia, nel comune di Lugo e in alcuni villaggi rurali della provincia di Pontevedra, si conservano architetture uniche e caratteristiche: le antiche “albarizas” o “oseiras”. Le albarizas sono costruzioni rurali di forma ovale, circolare e raramente quadrangolare, all’interno delle quali si collocano le arnie. Le alte mura costruite a secco proteggono gli alveari e rendono difficile l’ingresso agli animali, in particolare agli orsi. Sono costruite con rocce raccolte nelle montagne circostanti, in prevalenza ardesie e scisti, le stesse utilizzate per la costruzione delle case della zona.

La muratura a secco che compone la recinzione raggiunge i due metri di altezza, mentre l’intera struttura è di 6 metri di diametro nelle albarizas circolari, e 12 metri in quelle ovali. La zona interna è disposta in lunghe e strette terrazze, dove sono collocate non più di 35 arnie, in modo da permettere la coesistenza con gli impollinatori selvatici. Per accedere all’interno, è previsto uno stretto ingresso nella muratura con una piccola porta di legno.

Le albarizas si trovano nel bosco comunale, distanti 1-2 km dai centri abitati. Sono costruite su terreni molto ripidi, con pendenze di circa 30 gradi, sui versanti soleggiati delle montagne. Considerate le basse temperature, la luce del sole deve essere utilizzata al massimo del suo potenziale: deve illuminare completamente la struttura, senza lasciare zone d’ombra. Inoltre, la muratura fornisce protezione dai venti fretti che scendono dai versanti della montagna.

Anche la posizione delle albarizas è selezionata con cura. Oltre ad essere orientate verso mezzogiorno e riparate dai venti del nord, le strutture sono vicino ad un corso d’acqua, e distanti una dall’altra.

Alcune di queste costruzioni rurali sono ancora utilizzate per produrre miele, in particolare nelle catene montuose orientali di Ancares e nella Sierra do Courel. In Galizia, la raccolta del miele inizia nel mese di agosto per le località vicino alla costa, mentre all’inizio di settembre nelle zone interne.

Il miele che si ottiene è un millefiori di montagna (Erica australis, Erica arborea, Erica cinerea, Calluna vulgaris, Castanea sativa, Rubius ulmifolius, Quercus robur e Tilia cordata) prodotto dalla ape nera iberica Apis mellifera mellifera. Il sapore è dolce, con note acide e salate; ha un retrogusto leggermente amaro. È un miele grezzo, con consistenza sabbiosa.

La relativa abbondanza di queste antiche costruzioni nella regione galiziana – risalenti ai secoli XV-XVII – rivela l’importanza che l’apicoltura possedeva in queste zone in passato, e che si riflette anche nella toponomastica. La produzione di miele in Galizia ha raggiunto il suo apice prima dell’avvento dello zucchero, quando era considerato un alimento di grande interesse per il suo potere dolcificante e per le comprovate proprietà medicinali. In passato la maggior parte degli apicoltori condividevano la proprietà: ogni albariza poteva essere di proprietà di un massimo di quattro persone.

Alcune albarizas sono ancora in uso oggi, ma in termini generali la maggioranza versa in uno stato di grave abbandono, sia per la difficoltà di accedervi comodamente, sia per il cambiamento del modello di produzione. È dunque importante favorire la conservazione e il recupero di queste costruzioni rurali. La “Asociación Galega de Apicultura” ha presentato un progetto chiamato “Apiturismo Xacobeo 2021”, il cui obiettivo principale è quello di valorizzare e riutilizzare le albarizas in Galizia.

Le albarizas non sono però esclusive della Galizia: si trovano anche nelle Asturie, dove sono conosciute con il nome di “cortinas”. Strutture analoghe sono presenti nella Valle Roja, al confine tra la Francia e l’Italia. Anche il miele delle “ca d’arbin” è un prodotto dell’Arca del Gusto.

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Territorio

NazioneSpagna
Regione

Galicia

Altre informazioni

Categorie

Miele

Segnalato da:Alberto Uria Moreno