Melone del Pinyonet

Arca del Gusto
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Meló de tot l'any

È un melone con buccia rugosa di varie tonalità di verde e di forma allungata, come una palla da rugby; di polpa dura e croccante all’inizio, mesi dopo si ammorbidisce cristallizzando gli zuccheri tendendo ad essere trasparente. Il seme ricorda un pinolo, da qui il suo nome “del pinyonet”. Questa varietà di melone è a semina diretta; per preparare la terra si va in profondità scavando fino a 50-70 cm, poi si ricopre il terreno e si lavora regolarmente per eliminare l’azione delle erbacce e preservare l’umidità delle successive piogge invernali. Il tipo di tereno in questa zona è composto da terra bianca e argillosa mescolata con marna, sopra un letto di “tap” marne compattate impermeabili. Dopo le prime piogge dell’inverno, si inizia a concimare la terra con il letame in modo tale da nutrire il suolo fino alla fine dell’inverno; da questo momento in poi si continua a lavorare la terra fino alla semina da marzo a maggio, si delimita il terreno con delle canne dove si faranno ‘els clots’, cioè dove si pianteranno i semi. Per piantare i semi si sposta la terra secca dalla superficie “terra pols” e si livella la terra umida, si distribuiscono dai 15 ai 20 semi su una superficie di più o meno 30×30 cm. coprendola poi con terra fresca. Quando le sementi germogliano, le piantine sono diradate lasciando dalle tre alle quattro piante a circa 15 cm le une dalle altre: il cossiddetto “clot”. Poi si lavora la terra periodicamente ogni 8/10 giorni, nel senso della lunghezza e trasversalmente incrociando la precedente piantina e sempre a circa 30 cm di distanza dall’occhio della pianta per non ferire le radici (per non fermare la crescita della pianta). Si continua a lavorare in questo modo fino a che non rimane spazio per lavorare tra i cespugli; a questo punto le piante si legano le une con le altre coprendo tutto il terreno e impedendo che l’umidità del suolo evapori. L’unico trattamento che riceve il melonaio è la fertilizzazione di solfato di rame e/o zolfo, una o due volte massimo a stagione in base alla quantità di pioggia caduta. Trattandosi di una coltivazione a terreno non irrigato, le malattie quasi non esistono e tradizionalmente non si fanno dei trattamenti alle piante e per questo si ottiene un perfetto equilibrio zoologico tra organismi nocivi e predatori. In casi concreti si lasciano ammalare alcuni “clot” perché si formi qualche organismo nocivo che alimenti i predatori e questo faccia da vaccino per il resto. La produzione è di 2 meloni per ramo e sono sempre i due primi fiori che germogliano: è così perché non essendo ben irrigata la pianta, sono alimentati bene solo i rami principali e di questi solo la parte più vicina alla radice, quindi se si considera che vengono piantati in “clots” (Vasi) di tre piante per “clot”, abbiamo tre piante che danno un totale di sei meloni di prima qualità e il resto viene scartato perché non arriva a formarsi e ad acquistare le minime caratteristiche organolettiche desiderate. Il ramo viene potato perché i meloni raggiungano maggior peso e maggiori dimensioni.  La raccolta avviene alla fine di agosto. Tutti i meloni raccolti nel campo si lasciano ammassati in casa affinché spurghino e si secchino un po’. Passati circa 15 giorni si legano i meloni con uno spago e si appendono con chiodi alle travi del tetto delle case dove riposeranno e verranno consumati per tutto l’anno, fino a dicembre, da qui il loro nome: “Meló de tot l’any”. È una varietà che si differenzia dalle altre a polpa bianca perché si coltiva solo nelle zone aride e senza irrigazione.  

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Territorio

NazioneSpagna
Regione

Comunidad Valenciana

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati