Melassa di fichi

Arca del Gusto
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Miai ficu

Questa melassa che in dialetto calabrese si chiama miai ficu, si ottiene dalla trasformazione tramite bollitura di fichi molto maturi, ed è prodotta ancora oggi in alcune aree del sud, in particolare in Calabria e in Campania.

Il processo di preparazione, prevalentemente per il consumo familiare, è molto laborioso e richiede attenzione. Dopo il lavaggio, i frutti vengono messi in pentola e coperti d’acqua. Si porta a ebollizione e si leva dal fuoco. Si mette la massa tolta dalla pentola in un sacco di juta con un foro alla base, e la si passa sotto un torchio. Il liquido che fuoriesce si mette, poco alla volta (al massimo due litri per volta), in un recipiente di rame e si cuoce nuovamente fino al consumo dell’acqua. Quando la schiuma che affiora nella bollitura diventa di colore dorato è segno che la melassa è pronta. Si conserva benissimo per qualche anno.

Questa preparazione nasce storicamente dalla necessità di utilizzare le eccedenze di fichi. Poi la sua produzione è diminuita di pari passo con il numero di alberi di fico, e anche per la tendenza ad abbandonare tradizioni culinarie che richiedono lunghe preparazioni. Si usava e si usa anche oggi in aggiunta alla neve fresca per ottenere un’ottima granita, la scirubetta nel dialetto calabrese. È il dolcificante ideale per l’impasto di dolci tipici, specialmente per i mostaccioli e il pane al miele di fichi. Negli ultimi tempi si serve in aggiunta a ricotta fresca per un dessert semplice o in accompagnamento a formaggi stagionati.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Calabria

Campania

Area di produzione:

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Segnalato da:Roberto Matrangolo e Hortense Mavrokefalos