Mela redfield

Arca del Gusto
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La redfield è una mela insolita sviluppata presso la Cornell University Agricultural Experiment Station negli anni ‘30 incrociando la mela Wolf River con la Niedzwetzky. La mela Wolf River è una varietà di Malus domestica che prende il nome dal fiume in Wisconsin nelle cui vicinanze ha avuto origine. Risale alla fine del XIX secolo ed è nota per l’enorme dimensione: arriva a volte fino a 600 g. La mela di Niedzwetzky, invece, è una mela selvatica crabapple dalla polpa rossa, proveniente dalle foreste dell’Asia Centrale. Deve il nome a un botanico amatoriale russo che ne inviò i semi al botanico tedesco Georg Dieck. Alcuni botanici classificano la Niedzwetzky come varietà di Malus domestica, mentre altri la considerano una specie separata, la Malus niedzwetzkyana. Viene introdotta negli Stati Uniti nel 1896.

La redfield è una delle prima varietà di mele a fiorire in primavera, con fiori grandi e rosa. È resistente al freddo e alla siccità ed è più facile da coltivare e più affidabile della maggior parte delle altre mele a polpa rossa. Forse, l’unico svantaggio è nella durata di conservazione: le mele non durano più di 2-3 settimane. La mela redfield è più grande degli altri incroci di mele selvatiche, vista l’enorme dimensione della sua mela “madre", la Wolf River. Ha la buccia cerosa e di colore rosso scuro, con un po’ di rugginosità. La caratteristica che la distingue è l’interno rosso, ereditato dalla Niedzwetzky: una volta tagliata, mostra infatti una polpa di colore rosso intenso sotto la buccia, che diventa bianco-rosata verso il centro, e poi di nuovo rossa al centro. Non se ne consiglia il consumo come frutto fresco, ma è una mela molto apprezzata per la preparazione di gelatine, aceto, torte e sidro dolce o alcolico. Il succo ha aroma piacevole e un bel colore rosso brillante. Grazie all’ottimo equilibrio di acido e tannini, è una delle poche mele adatte alla preparazione di una sidro alcolico monovarietale armonioso e complesso. Naturalmente, è anche una delle poche varietà a regalare un sidro di color rosso naturale.
Negli ultimi anni, la produzione di sidro artigianale ha preso molto piede negli Stati Uniti nord-orientali e i produttori, molti dei quali non coltivano mele, sono sempre in cerca di varietà interessanti. Durante il periodo coloniale e per buona parte del XIX secolo, la maggior parte delle fattorie del nord-est coltivava mele da sidro. Molte delle loro varietà antiche e alcuni alberi abbandonati sono stati recentemente riscoperti. Questa evoluzione ha contribuito a incuriosire le menti (e i palati) dei consumatori, interessati a capire cosa definisce una mela “buona”. Molte varietà tradizionali infatti, soprattutto quelle usate per il sidro, si distanziano dall’idea comune che le mele siano tutte dolci, rotonde e dalla buccia lucida. Anche la redfield fa parte di questa riscoperta. In termini di biodiversità, è particolarmente interessante e importante perché conserva il patrimonio genetico delle due varietà da cui discende, provenienti da lati opposti del pianeta (la Niedzwetzky, tra l’altro, è una varietà che rischia di scomparire, poiché il suo habitat naturale è stato distrutto dall’espansione agricola degli ultimi cinquant’anni). La redfield è inoltre il risultato dell’innovazione insita nella selezione delle piante, che aiuta a garantire la resilienza necessaria per affrontare i cambiamenti del mercato e delle condizioni ambientali.

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Territorio

NazioneStati Uniti
Regione

New York

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Segnalato da:Mimi Edelman