Mais sponcio

Arca del Gusto
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Il mais sponcio è un’antica e locale varietà ad impollinazione libera, diffusa in particolare nella Val Belluna, nel territorio a ridosso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, nei comuni di Cesiomaggiore, Santa Giustina, Feltre e Fonzaso.La cultivar è caratterizzata dalla particolare conformazione della cariosside che presenta una ‘punta’ tecnicamente definibile come ‘rostro’, rivolta verso l’apice della spiga. Il nome dialettale ‘sponcio’ vuol dire ‘appuntito’ con riferimento alla forma particolarmente acuminata dei semi. Le cariossidi sono di un colore arancione vivo, con endosperma dalla consistenza vitrea, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto e apprezzato per la trasformazione in farina per polenta. Il tutolo è di colore bianco. La farina è di grana media, dal colore giallo arancio intenso, che permane anche trasformata in polenta, con profumi intensi e caratteristiche pagliuzze marroni. Dal punto di vista nutrizionale la farina di mais sponcio è interessante sia per l’apporto proteico sia per il contenuto di grassi. Lo sponcio permette di ottenere la più classica e tradizionale polenta gialla di montagna, soda, ben cotta (per almeno 40 minuti) che, rovesciata sul tagliere, non deve traboccare e deve potersi tagliare a fette, secondo la tradizione, col filo. Lo sponcio, ben adattato alle locali condizioni pedoclimatiche, ha rese inferiori ai moderni ibridi ma ha più elevata sostenibilità ambientale in quanto meno avido d’acqua e di fertilizzanti. Notizie dell’esistenza del Mais Sponcio (con varianti del nome) sono riportate nel 1882 da G. Cantoni e nel 1887 da Bazzolle nel suo ‘Il possidente bellunese’. Agli inizi del ‘900 lo sponcio appare in tabelle tecniche pubblicate da l’agricoltura bellunese, nelle dettagliate descrizioni di Zapparoli nel 1926 e di Brandolini nel 1953. Nella memoria degli agricoltori locali è tuttora vivo il ricordo di questo mais e dell’alta qualità della sua farina, ma anche della difficoltà della sgranatura a mano, derivante dalla presenza del rostro nelle cariossidi. Dagli anni Cinquanta del Novecento, lo sponcio è rimasto confinato in aree marginali. 

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Veneto

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine