Mais spinato di Gandino

Arca del Gusto
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Lo spinato di Gandino è una varietà di mais della provincia di Bergamo, che si caratterizza per la forma appuntita del seme. Gandino vanta fra gli altri un particolare primato: è il primo luogo in Lombardia dove fu coltivato il mais e dove, di conseguenza, fu preparata la prima polenta gialla.Proveniva direttamente da Venezia, città con cui esistevano rapporti commerciali diretti e molto stretti. Il mais, a differenza della patata, conquistò rapidamente il favore dei contadini tanto che la coltura si estese in alto sino a dove il clima freddo della montagna costringeva a semine molto tardive che mettevano a rischio la maturazione delle spighe.La popolarità del mais era anche legata alla facilità della raccolta manuale. I grandi loggiati che caratterizzano l’architettura rurale bergamasca erano decorati da spighe appese per l’essiccazione.Secondo un documento del 1632 a portar per primo il granoturco sarebbe stato uno straniero, che avrebbe coltivato a Gandino il ‘melgotto’ in località Clusven, alle pendici del monte Corno. Da ulteriori indagini storiche risulta che la coltivazione di mais in Gandino sia antecedente al 1623.La Pro Loco di Gandino negli ultimi anni ha insistito molto sulla promozione di prodotti legati alla ricchissima e secolare storia gandinese.Come tutte le varietà locali, il mais spinato di Gandino presenta un’inevitabile variabilità. Il ciclo vegetativo si completa in 120-130 giorni e la pianta raggiunge i 2 metri. La spiga (detta volgarmente ‘pannocchia’), è lunga 20-25 cm, cilindrica, con semi disposti su 14-16 ranghi (file) e tutolo rossastro. Il seme è vitreo, di colore giallo-arancio e rostrato, ovvero con una punta conica(rostro), nella parte esterna della spiga, rivolta verso l’alto, detta ‘spina’, da cui il nome della varietà.A causa di una produttività minore rispetto agli ibridi, il mais spinato di Gandino si adatta bene alla coltivazione su terreni di collina o bassa montagna e al metodo biologico. Si semina ad aprile-maggio e si raccoglie a settembre-ottobre; viene posto un seme ogni 25-30 cm su file distanziate 75 cm. A differenza degli ibridi, il seme dello ‘spinato di Gandino’ può essere utilizzato come semente. Il campo per la produzione della semente deve però essere posto a non meno di 200 metri di distanza da altre varietà; il mais ‘da seme’ va raccolto e conservato ‘in pannocchia’. La produzione media è di 35-40 quintali per ettaro, ma può raggiungere i 50 quintali per ettaro nei terreni fertili ed irrigui.La raccolta del mais è fatta in spiga, a mano, per eliminare le spighe e le cariossidi malate e ammuffite, e può iniziare nel momento della maturazione fisiologica, segnalata dalla comparsa dello strato nero all’apice della cariosside. L’essiccazione è eseguita in essiccatoio con un flusso di aria calda.Oggi la produzione è talmente limitata che non basta neppure per il consumo locale.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lombardia

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine