Mais Quarantino

Arca del Gusto
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Il quarantino è un’antica varietà di granoturco coltivata fin dalla metà del secolo scorso nelle campagne marchigiane e in alcune aree dell’Abruzzo e della Lombardia, e oggi quasi del tutto dimenticata.
Il suo nome deriva dal fatto che la pianta riesce a completare il ciclo vegetativo e produttivo nel tempo di 40 giorni. La semina avviene generalmente tra aprile e maggio e la raccolta verso la metà di agosto. In piena maturazione, la pianta raggiunge l’altezza di circa 2 metri, ha foglie di ampie dimensioni e un pennacchio abbondante e ricco di polline. Produce spighe relativamente piccole, che non superano i 5 cm di diametro e i 20 cm di lunghezza, provviste di 18/20 ranghi. La granella è di forma tondeggiante e vitrea.
La sua lavorazione dà origine a una farina di colore giallo oro, particolarmente adatta per la preparazione della polenta, uno dei prodotti simbolo della cultura alimentare del nostro territorio.
Come molte altre varietà locali di mais, all’inizio del 900 è stato soppiantato a seguito della diffusione delle varietà ibride di origine americana, caratterizzate da una maggiore produttività, da una spiga più compatta e da una maggiore resa delle cariossidi.
Negli ultimi anni, grazie all’interesse delle istituzioni locali e dei coltivatori, alcune varietà locali sono state salvate dal pericolo dell’estinzione e oggi di nuovo immesse nei mercati e nei circuiti produttivi, in quanto dotate di caratteristiche agronomiche e culinarie importanti. Il mais quarantino è stato recuperato in alcune aree della Toscana, delle Marche, del Lazio, dell’Umbria, della Lombardia e parte dell’Abruzzo e in queste aree sono nati progetti dedicati alla sua riscoperta e valorizzazione.
In Lombardia, la sua coltivazione è ripresa nel corso del 1998, grazie all’impegno di una famiglia di agricoltori della provincia di Cremona che, su consiglio del prof. Maggiore, agronomo dell’Università di Milano, hanno piantato i 250 semi di questa antica varietà forniti dall’ Istituto Cerealicolo di Stezzano di Bergamo. A oggi se ne coltivano circa 1,5 ettari, con una produzione finale di circa 50 quintali di farina integrale. Purtroppo, la scarsa conoscenza di questa varietà presso i consumatori è una delle cause del progressivo scemare della sua richiesta sul mercato.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Abruzzo

Lombardia

Marche

Toscana

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Segnalato da:Giuseppe Traversoni