Mais pignoletto rosso del Canavese

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Il mais pignoletto rosso del Canavese è originario dell’omonimo territorio localizzato tra Torino e la Valle d’Aosta, dove è stato il protagonista indiscusso dell’alimentazione locale fino agli anni cinquanta del 900.

Nel XVIII secolo, il prezzo del mais era nettamente inferiore a quello del frumento. Mentre il mais costituiva la principale fonte di sostentamento alimentare, il frumento veniva venduto per pagare le spese. Il mais era importantissimo, e gli agricoltori locali iniziarono a proteggere le diverse varietà e applicarle al territorio in cui vivevano.

A metà del XX secolo le cose cambiarono, quando le prime sementi ibride furono introdotte nell’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale. Cominciò così la monocoltura, caratterizzata da varietà ad alta resa e dalla perdita di tutta l’eterogeneità che fino a quel punto era stata la forza dell’agricoltura locale. I grani antichi vennero persi, così come molti agricoltori che, spinti da sogni di vita agiata e alto ricavo economico, si spostarono verso i centri urbani. Il gusto delle farine si appiattì, e molti piatti locali divennero monotoni nel gusto, senza più marcate differenze tra un luogo e l’altro.

La semina del mais pignoletto rosso avviene a primavera inoltrata, e si raccoglie a fine estate. Si macina a pietra, con una lenta rotazione e setacciatura. Si presta soprattutto per la preparazione della polenta, e per alcuni dolci come le melighe.

L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese  – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Piemonte

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Segnalato da:Andrea Sclauzero