Mais cabanita granata

Arca del Gusto
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Il mais cabanita granata viene coltivato nella valle del Colca, a sud del Paese e la buccia dei chicchi, sottili e allungati, presenta un colore granata, rossastro, simile a quello del melograno. Il colore rosato, tuttavia, non è omogeneo ma intenso sulla punta del chicco e bianco verso il centro della pannocchia. Il mais cabanita granata viene venduto mescolato al mais bianco, per dare un tocco di colore.

Il ciclo agricolo del mais cabanita dura 9 mesi. Si semina ad agosto, nel corso di quella che è una vera e proprio festa, il solay. I campi vengono arati con l’aiuto di una coppia di buoi guidati da ragazzini, dietro passano gli aratori e seguono i seminatori. Dopo la giornata di lavoro si prepara una grande cena accompagnata da chicha (la bevanda a base di mais) in un ambiente rilassato, di canti e di condivisione tra i lavoranti e i proprietari della fattoria, durante la quale si ringrazia Dio e si celebra il ghiacciaio di Hualca Hualca che permetterà di irrigare le terre.

Ancora oggi si usa questo mais per scambi, attraverso il baratto con charqui (carne secca di alpaca, chuno (patate disidratate) e olluco (un tubero allungato). Prima di essere venduto le pannocchie vengono sgranate e i chicchi divisi in prima qualità (più grandi) seconda qualità (chicchi medi), terza qualità (chicchi piccoli). Il mais cabanita ha due caratteristiche peculiari: la rotazione delle coltivazioni (i semi del mais seminato in terre alte verrà seminato in terre basse e viceversa) e l’abitudine di mescolare il mais bianco o giallo, in maggior quantità, con mais granata o cheqche per creare un insieme cromaticamente piacevole.

Il mais cabanita granata viene usato per preparare chochoca (mais cotto, essiccato e poi macinato) e il maiz pelado (chicchi di mais cotti): con entrambi si possono preparare delle zuppe tradizionali.

Le origini del mais cabanita risalgono al periodo degli Inca o addirittura ad un tempo antecedente. La produzione di questo tipo di mais, inoltre, è legata a molteplici feste, tradizioni culturali e agricole. Gli abitanti di Cabanaconde affermano che chi non coltiva il mais cabanita non può considerarsi un autoctono. Ci sono due peculiarità nella semina: la rotazione delle coltivazioni (i semi del mais seminato in terre alte verrà seminato in terre basse e viceversa) e si mescolano insieme mais bianco in maggior quantità e grano rosso o rosato creando un insieme cromaticamente puntinato.

L’area storica di produzione è la regione di Cabanaconde. Circa il 15% del mais cabanita appartiene alla varietà bianca. Nei 720 ettari di coltivazioni si producono circa 2160 tonellate di mais totali, per cui la quantità di varietà granata sarebbe intorno alle 300 tonnellate.

Viene coltivato soprattutto per l’autoconsumo. E’ a rischio di estinzione per due motivi: la preferenza commerciale per altre varietà di mais, la distribuzione concentrata su pochi intermediari e gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

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Territorio

NazionePerù
Regione

Cusco

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Segnalato da:Giacomo Stefano Bassilio Elliott