Limone Interdonato Messina

Arca del Gusto
Torna all'archivio >
Limone Interdonato Messina

La storia del limone Interdonato cominciò quando, per il colonnello garibaldino Giovanni Interdonato, tutto sembrava finito. Dopo aver sofferto la persecuzione politica per le sue idee liberali, aver combattuto nei moti siciliani con i patrioti di Garibaldi e aver governato nel nome dei Savoia su buona parte del messinese, Interdonato si ritirò a vita privata nella sua villa di Fiumedinisi, per terminare i suoi giorni come tanti nobili del tempo. La sua attività divenne quella, un poco noiosa, di un qualsiasi possidente terriero, con una passione fortissima per l’agrumicoltura.

Ma il colonnello Interdonato certamente non immaginava che più delle sue gesta rivoluzionarie, la sua memoria sarebbe stata tramandata da un limone, o meglio, dal frutto di un incrocio tra un cedro e l’ariddaru, un limone locale.
Dopo aver sezionato una gemma di ognuno dei due agrumi, le unì longitudinalmente e le innestò su portinnesti di arancio amaro: il risultato fu un limone di dimensioni medio-grandi, molto simile al cedro, di sapore delicato e poco acidulo, con una buccia a grana finissima, insolita nei limoni siciliani. Per questo è chiamato “frutto fino”. Anche la scorza è buona, dolce, per niente amara. Ben presto tutta la costiera ionica messinese, e in particolare le valli della fiumara del Nisi, si ricoprirono di limoneti coltivati sui terrazzamenti in pietra a secco, visibili tuttora da chi percorre la strada costiera da Messina a Catania.
L’Interdonato è una varietà precoce, già pronto dalla fine di settembre. Per un mese circa è l’unico limone sul mercato, ma questo periodo di “primizia” è l’unico durante il quale i coltivatori riescono a spuntare un buon prezzo.

Foto: © Fabio Artusi

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneItalia
Regione

Sicilia

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati