Guomao

Arca del Gusto
Torna all'archivio >

L’abitudine di mangiare foglie di felce è tipica della cultura asiatica e si ritrova anche nei paesi del Sud-Est asiatico, come Malesia e Filippine. Tutte e tre le specie di Diplazium genus sono commestibili, ma la prima (Diplazium esculentum) è più comune e oggi largamente coltivata, mentre le altre due la sostituiscono nelle aree di media e alta montagna. Distinguerle dalle altre specie della famiglia delle Athyriaceae è di importanza cruciale, dato che del guomao si consuma il tenero germoglio, ma tutte hanno foglie rugose unite a forma di ricciolo, cosa che confonde i consumatori al momento della raccolta.

Gli indigeni delle montagne, che hanno maggiori opportunità di venire a contatto con queste piante, specialmente con il Diplazium dilatatum e il Diplazium muricatum, le conoscono molto bene e le consumano in vari modi. Gradualmente stanno diventando più popolari e conosciute come erbe selvatiche, simbolo della cultura culinaria delle montagne.

Prima di mangiarle, è importante rimuovere la ptaquiloside, una tossina delle felci che, come è stato scientificamente provato, è una sostanza cancerogena che può causare il cancro allo stomaco. Sfortunatamente la concentrazione di ptaquiloside è particolarmente alta nei germogli di felce, ma è solubile nell’acqua e si decompone alle alte temperature. Perciò il guomao è spesso mangiato bollito, condito con olio di oliva, succo di prugne o salsa di soia.

L’alto contenuto in manganesio rispetto ad altre piante lo rende utile nella formazione dell’emoglobina. Un alto contenuto di potassio aiuta inoltre nel controllo dell’ipertensione, ma gli ioni di potassio sono anch’essi idrosolubili, perciò è meglio andare oltre la soglia della bollitura al massimo di tre minuti.

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneTaiwan
Regione

Hualien County

Altre informazioni

Categorie

Spezie, erbe selvatiche e condimenti

Segnalato da:Chunying Liao