Grano Salamouni

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Affacciato sul Mediterraneo orientale, il Libano è terra d’origine di diverse specie di grano, orzo, lenticchie e veccia. Il grano Salamouni (Triticum aestivum L. var. Salamouni) è una delle varietà locali libanesi più importanti. La sua storia ha origine nel Biqa’, dove la qualità originaria di grano Salamouni cresce ancora spontaneamente nelle regioni di Ham, Aarsal e Nabha (Tadessem, 2006). Poco è stato scritto sulla storia della coltivazione del Salamouni in Libano, ma si pensa che essa abbia avuto inizio più di 5000 anni fa (Pomeranz, 1989). Esso costituisce la materia prima di diversi alimenti base della cucina locale, tra cui il pane, il freekeh, e il burghul.

Il grano Salamouni ha delle spighe a forma di torre costituite da diversi livelli denominati spighe secondarie, ognuno dei quali produce dai due ai cinque fiori, la maggior parte dei quali si trasformeranno in grano (Pomeranz, 1989). Questo grano si presenta in due sottovarietà: quella bianca (la più comune) e quella rossa.

Il Salamouni bianco è una varietà morbida, dalla bassa produttività, coltivata con un sistema non irriguo. Risponde male alla fertilizzazione. A dispetto dei suoi difetti, viene ancora coltivato, perché secondo gli agricoltori locali, soprattutto nel Biqa’, è il grano migliore per produrre il burghul e il kishik (Jeha, 1993). Una ricerca l’ha dimostrato: lo studio comparatistico di Olabi del 1997 sulle preferenze relative a qualità di grano selezionate ha dimostrato che la varietà Salamouni, rispetto alle altre, risponde in modo migliore ai processi di lavorazione necessari alla produzione dei piatti tradizionali che prevedono il bulghur come ingrediente principale.

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Territorio

NazioneLibano
Regione

Beqaa

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Segnalato da:Convivium Slow Food Beirut