Gallina Pictave

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Poule Pictave

Razza antica, rustica e ancora molto vicina ai polli selvatici originari dell’Asia, la Pictave è la sola razza nana francese (definita da uno standard) priva di un equivalente di taglia normale. La cresta è semplice, mentre il piumaggio, dorato e uniforme, ricorda quello della pernice. Il gallo ha un corpo basso, tondeggiante e inclinato, con falciformi ben sviluppate e tarsi dorati.

Oggi la Pictave rappresenta una rarità, ma all’inizio del XX secolo era molto diffusa: chioccia senza rivali, non esitava a covare le uova di altri volatili meno inclini a occuparsene. Il conte Raymond Lecointre, che intorno 1900 si preoccupa per primo di definire la razza, se ne serviva per far dischiudere uova di fagiano. Come ovaiola ha prestazioni accettabili (130 uova l’anno), mentre la sua carne, delicata e gustosa, è apprezzata dai cultori. È apprezzata anche per la sua indipendenza e per il suo appetito contenuto. Animale rustico e vivace, ama razzolare all’aperto e riesce a nutrirsi in modo pressoché autonomo.

La Pictave porta il nome che un tempo veniva dato agli abitanti del Poitou e a certe tribù galliche. Negli anni Sessanta ha rischiato di estinguersi. Si è tentato di incrociarla con altre razze nane per rilanciarla, badando a evitare incroci tra consanguinei, ma le scarse conoscenze dell’epoca in materia di genetica hanno finito per allontanarla dallo standard di origine. La deriva è stata costatata in occasione del convegno di Châtellerault del 1998, che ha aperto una nuova fase nel lavoro di salvaguardia della Pictave: l’obbiettivo è tornare allo standard definito nel 1928.

Nel 2014 le femmine fertili erano 50 (dati INRA). Chioccia incomparabile e non disprezzabile come ovaiola, la Pictave ha le carte in regola per ritagliarsi uno spazio in un piccolo spazio agricolo ben differenziato, in totale controtendenza rispetto ai modelli del dopoguerra, la cui diffusione ha costituito una delle principali cause della fragilità di questa razza. La sfida, oggi, è un’altra: ritrovare lo standard di origine. Cioè detto, la Pictave ha tutti i requisiti per inserirsi in una logica agronomica capace di integrare nell’economia agricola la tutela dell’ambiente, il benessere dell’animale e il gusto e la salute del consumatore.

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Race ancienne, rustique et très proche des poules sauvages originaires d’Asie, la poule Pictave est la seule race naine française (à disposer d’un standard) à ne pas avoir son équivalent en grande. Sa crête est simple et son coloris perdrix doré uni. Le coq a le corps bas, arrondi, incliné vers l'arrière avec des faucilles bien développées et des tarses dorés.
Aujourd’hui une rareté, elle était très répandue au début du XXè siècle : couveuse et éleveuse hors pair, elle se chargeait des oeufs d'autres volatiles moins enclin à le faire. Ainsi le Comte Raymond Lecointre, qui le premier commença à fixer cette race vers 1900, l'utilisait pour l'élevage de ses faisandeaux. Ses qualités de pondeuse sont correctes (130 oeufs par an) et sa chair délicate et savoureuse est prisée des amateurs. Elle est aussi appréciée pour son indépendance et son petit appétit. Rustique et vivace, elle préfère le plein air et peut se nourrir pour une grande part toute seule.

La Pictave porte le nom que l'on donnait jadis aux habitants du Poitou et à certains tribus gauloises. Elle a manqué disparaître complètement dans les années 60. Des croisements ont été fait avec d’autres races naines pour la relancer tout en se prémunissant de la consanguinité, mais une méconnaissance de la génétique à l’époque ont fait s’éloigner la race de son standard d’origine. Constat fait lors du colloque de Châtellerault en 1998 et qui a enclenché une nouvelle phase dans le travail de sauvegarde de la Pictave : retrouver le standard établi en 1928.

On recense 50 femelles reproductrices en 2014 (chiffres INRA). Couveuse hors pair et honnête pondeuse, la Pictave a toute sa place dans les basse-cour diversifiées, un modèle bien éloigné de celui prôné après guerre. Ce fut la première cause de fragilisation de cette race. Désormais, elle doit faire face au nouveau défi : celui de retrouver son standard d’origine. Elle a pourtant tous les atouts pour s’intégrer dans une logique agronomique basée sur la diversité, la préservation de l’environnement, le bien-être animal, les papilles et la santé du mangeur dans l’économie agricole.

Territorio

NazioneFrancia
Regione

Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes

Area di produzione:Vienne

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Line Paressant
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