Formaggio di renna

Arca del Gusto
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Renost

Le renne erano una delle pochissime, se non forse l’unica, risorsa per il sostentamento dei Sami, popolazione indigena del nord Europa. Da questi animali erano soliti ricavare le pelli da usare per abiti, le ossa e le corna per la costruzione di utensili, la carne e il latte.

Il latte di renna aveva un ruolo molto importante nella dieta quotidiana dei Sami. Il latte appena munto veniva raccolto in recipienti tradizionali lavorati a mano e chiamati naehpie; si poteva consumare fresco, inacidito con l’aggiunta di alcune piante (ottenendo così un prodotto chiamato tät-mjölk, letteralmente, latte denso) oppure trasformato in formaggio.
Per realizzare il renost, il latte cagliato veniva versato all’interno dello stomaco di renna (oggi i pochi produttori rimasti usano dei teli di lino) che veniva chiuso ed appeso all’aria aperta. In questo modo il siero in eccesso veniva eliminato ed il contenuto, grazie all’azione del clima freddo, diventava più duro e granuloso. Il renost spesso si modellava in forme rotonde, piatte e che spesso venivano decorate. Il sapore è piuttosto forte, simile a quello di un formaggio stagionato e spesso veniva usato al posto della panna nel caffé. A volte veniva anche affumicato così da averlo maggiormente a disposizione.

Una vaja (le femmine di renna) produce talmente poco latte che avere una produzione in grado di stare sul mercato è impossibile. Per questo motivo la produzione di renost ha subito diverse battute d’arresto nel corso degli anni; negli anni Trenta sembrava quasi cessata, ma oggi grazie ad alcuni allevatori di renne sopravvive nonostante la produzione rimanga su piccola scala.

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Territorio

NazioneSvezia
Regione

Norrbottens län

Altre informazioni

Categorie

Latticini e formaggi

Comunità indigena:Sami
Segnalato da:Martin Ragnar