Finocchio di Tarquinia

Arca del Gusto
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Nella Maremma laziale, in particolare nei comuni di Tarquinia, Tolfa, Montalto di Castro, Allumiere, Monte Romano, si coltiva una varietà locale di finocchio dalla forma prevalentemente tondeggiante, a volte ellittico, con colore esterno biancastro o verdastro. Ha colore bianco-verde, con profumo intenso e persistente; il sapore è dolce, gustoso e la consistenza soda e croccante.

Questo ecotipo si presenta con una forma compatta in cui è presente un grumulo color bianco e foglie raccolte. I semi sono selezionati ogni anno tra le migliori piante dagli agricoltori custodi locali. 

La storia di questa coltivazione negli orti locali è antica. Già a partire dal 1379 nello Statuto degli Ortolani si fa riferimento alle contrade ortive coltivate fuori dalle mura di Tarquinia, fornendo informazioni sia sugli ortaggi prodotti, tra i quali il finocchio, che sulla loro vendita. Più tardi, in un contratto di vendita di un orto del 1°aprile 1850 da parte del conte Luciano Bruschi Fulgari si fa riferimento alla produzione di circa 700 piante di finocchio. L’Istituto nazionale per il commercio estero, nel 1939, pubblicò "Produzione e commercio dei prodotti agricoli italiani" rilevando nel Lazio una produzione di finocchio quantificata da un minimo di 150 ad un massimo di 400 q.li ad ettaro. Nel 1949 ci fu la creazione del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, in contemporanea con la bonifica degli anni 1950, che determinò la diffusione della coltivazione del finocchio su gran parte del territorio tarquinese.

La semina dei finocchi locali può essere effettuata in pieno campo dal mese di agosto fino alla fine di settembre, oppure in semenzaio nel mese di agosto, con successivo trapianto nel periodo che va dalla prima decade di agosto alla metà di ottobre. La raccolta va da novembre a maggio.

Il miglior modo di consumare il finocchio di Tarquinia è a crudo. E’ buonissimo infatti nelle insalate, condito da un filo di olio, sale o in pinzimonio, ma è ottimo anche bollito, al vapore o gratinato. Si usa anche come aromatizzare liquori o pasticceria.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Area di produzione:Biodistretto della Maremma Etrusca e Monti della Tolfa

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Fabio Massimo Iacoponi