Farinella di Putignano

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Una leggenda racconta che alcuni secoli fa, gli abitanti di Putignano (in provincia di Bari) si salvarono dall’ennesima scorribanda saracena fingendosi malati di uno strano male. Cospargendo i loro corpi di una polvere, fecero terrorizzare gli invasori, che abbandonarono il paese a gambe levate. La polvere altro non era che una farina, la ‘farinella’. La farinella (a farnedd) ora come allora è composta da uno sfarinato di ceci e orzo tostati e pestati. Le origini sono antichissime e radicate nel territorio, al punto che nel tempo lo sfarinato si è legato anche al carnevale locale, uno dei più antichi d’Italia, diventando il nome di una maschera.   La farinella costituiva il pranzo dei contadini occupati fino al tramonto nei duri lavori nei campi ed era portata appesa alla vita in un sacchetto di tela: ‘u volz’. Era mangiata in polvere, semplicemente con acqua, olio o sale, o accompagnata da fichi freschi o secchi in base al periodo, o da quello che spontaneamente poteva offrire la terra: erbe aromatiche, cipolle selvatiche, olive.   Quando entò nei ricettari dei maestri di cucina del 1700, la farinella venne apprezzata anche dai signori: al naturale, sulla pasta al sugo, sulle verdure ben condite, con le patate lessate o con la frutta di stagione, oppure come dolce mescolandola allo zucchero.   Oggi questo prodotto continua è sconosciuto a distanza di pochi chilometri da Putignano, e il ricordo di questo alimento è tenuto in vita più dalla maschera che dal suo consumo.  

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Puglia

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Categorie

Cereali e farine

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