Fagiolo Tarrestre della Serra di Soajo e di Peneda

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Il fagiolo “Tarreste” si caratterizza per essere un fagiolo piccolo, di pelle fina, a forma di rene. Esiste una gran variabilità di forme e di colori, con la predominanza di beige, ma anche di banco, giallo, castano-bruno, nero e rosso. I fagioli possono essere lisci o striati. La pianta è semi-rampicante, precocità media, baccelli piccoli e coriacei. Dopo la cottura, il fagiolo rimane intero, con un interno cremoso e vellutato, di sapore intenso. In cucina si usa nelle zuppe e in piatti a base di pasta e riso. Sono state raccolte delle ricette tradizionali a base del Fagiolo “Tarreste”, in allegato. Questo fagiolo ha un alto tenore in fibre e acidi grassi insaturi, il che può contribuire alla riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo e trigliceridi. Studi recenti, realizzati su alcune varietà di fagioli portoghesi, hanno riportato a proposito del Fagiolo “Tarreste”: – “…L’analisi dei risultati evidenzia chiaramente che il fagiolo provoca una diminuzione della concentrazione di colesterolo e di trigliceridi…Ciò è anche dovuto alla sua ricchezza in fibre e ai meccanismi di azione dovuti ad essi.” – …il Fagiolo Tarreste si distingue dagli altri tipi, per un minor contenuto in colesterolo plasmatici, e ad un aumento della concentrazione di acetato e di butirato… – …il Fagiolo Tarreste permette un aumento della concentrazione in butirato, il che fa supporre che eserciti un’azione a livello di oncogenesi. Ciò costituisce un tema di grande interesse da approfondire in studi futuri…” Il Fagiolo Tarreste è coltivato in pendio, esclusivamente in terrazzamenti. Questo ha fatto sì che le operazioni colturali siano rimaste manuali, dal momento che la natura del luogo non consente la meccanizzazione. La prima fase nella produzione del Fagiolo “Tarreste” consiste nella preparazione del terreno. Può essere fatta manualmente. La lavorazione del terreno serve soprattutto per interrare lo sterco precedentemente sparso. Segue lo spianamento, fatto anche per interrare i semi. La semina va dalla metà di aprile a fine maggio, a spaglio o con la seminatrice. Normalmente il fagiolo viene consociato con il mais ma può essere coltivato anche da solo. La fertilizzazione è esclusivamente organica, a base di sterco maturo, in fase di pre-semina. La sarchiatura è manuale ed ha come obiettivo quello di eliminare le infestanti e di rincalzare le aiuole. La raccolta dei fagioli avviene normalmente da agosto a settembre. Dopo la raccolta avviene l’essiccazione, la sbucciatura e la selezione. Dopo la pulitura, il fagiolo viene stoccato anche fino ad un anno dalla raccolta. La conservazione avviene tradizionalmente in casse di legno, al cui interno si trovano foglie di alloro e di eucalipto. Per una conservazione più lunga, il fagiolo viene messo in sacchi di plastica tenuti in frigoriferi. Il prodotto è ancora oggi realizzato nel municipio di Arcos de Valdevez, soprattutto nelle zone montane di Serre di Peneda e di Soajo (frazioni di: Sistelo, Cabreiro, Gavieira, Soajo, Gondoriz, Cabana Maior, Ermelo, Carralcova, Sá, Vilela, S. Cosme e S. Damião, Miranda, Rio Frio, Eiras, Sabadim, Mei, Padroso, Portela, Extremo, Alvora, Loureda, Rio Cabrão, Aboim das Choças e Rio de Moinhos).

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Territorio

NazionePortogallo
Regione

Viana do Castelo

Area di produzione:Serra di Soajo e di Peneda

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Jorge Miranda
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