Fagiolo con l’occhio dell’Alto Sele

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Il fagiolo “occhio nero” è un’antica varietà dell’Alto Sele coltivata precisamente nei comuni di Oliveto Citra, Senerchia, Calabritto, Caposele, Valva, Colliano e Contursi Terme, dove sono presenti importanti sorgenti d’acqua come il Sele e l’Acquabianca, che soddisfano le sue esigenze idriche. I terreni sono fertili, irrigui e con una pendenza media, il clima è quello tipico delle aree interne della Campania, consentendo al fagiolo di fruttificare e acquisire particolari proprietà organolettiche.

Questo fagiolo deve il suo nome all’inconfondibile macchia scura che circonda l’ilo, una sorta di piccolo occhio nero sul seme bianco che in dialetto locale è detto “occhietiello”. La pianta è rampicante e può raggiungere e superare anche i 2 mt. d’altezza.
La raccolta avviene tuttora a mano nel mese di novembre, in corrispondenza della piena maturazione del fagiolo; seguono l’essiccazione dei baccelli al sole, la sgranatura e la conservazione degli stessi.

La produzione e vendita dei fagioli “occhio nero” è stata notevole fino al 1940. Negli anni Settanta, la superficie coltivata a fagiolo si ridusse notevolmente per gli alti costi di produzione, per l’introduzione di attività agricole più remunerative, oltre che per l’abbandono dell’agricoltura da parte di molti giovani e per il terremoto del 1980.

Da sempre alla base dell’alimentazione contadina, il fagiolo dall’occhio nero è utilizzato nella preparazione di piatti tipici locali tra i quali le zuppe. Si presta a cotture brevi, è molto digeribile e mantiene inalterate le sue proprietà organolettiche, esaltate dalla buccia molto sottile.

Una ricetta tipica della zona è quella dei "fagioli alla trappetara", con fagioli lessati conditi con 2-3 spicchi d’aglio schiacciati, origano selvatico di montagna e olio extravergine di oliva. Ottimi anche con la pasta fresca fatta in casa, tipo lagane, o nelle minestre di verdure.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Campania

Area di produzione:Vallata dell’Alto Sele (provincia di Salerno)

Altre informazioni

Categorie

Legumi

Segnalato da:Luciana Pinto - Slow Food Alta Irpinia