Boyo di Cabanaconde

Arca del Gusto
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Il boyo di Cabanaconde è un dolce a base di farina di mais cabanita, della varietà gialla, dal sapore dolce e intenso. Anticamente si macinava la farina utilizzando un mortaio o un mattarello di pietra chiamato q’onana. Alla farina macinata non troppo finemente si univano zucchero chucarapi della Valle di Tambo, sale di Lluta, strutto di maiale, uova, latte e acqua. Si mescolava il tutto e si aggiungeva gradualmente l’acqua e il lievito. Si lasciava riposare e poi si formavano delle palline che si ungevano con uovo crudo per renderle dorate prima di cuocerle in forno. Il lievito usato proveniva dalla fermentazione della chicha, una bibita tradizionale a base di mais.

Un tempo questi boyos venivano preparati soltanto una volta all’anno, nei giorni il cui gli uomini di Cabanaconde salivano fino al ghiacciaio di Hualca Hualca per i lavori di scavo che permettessero il passaggio delle acqua durante il disgelo, per fare in modo che si dirigessero nelle campagne dove era seminato il grano. Questi dolci li accompagnavano nel compito faticoso di salire a oltre 5000 metri sopra il livello del mare e di tornare. I giovani si occupavano degli scavi nelle zone più alte, i vecchi ad un’altitudine minore. Da circa 30 anni, però, gli abitanti hanno fatto in modo che un canale che attraversa le loro terra arrivi ad irrigare anche i loro campi, in questo modo non è più necessario tutto il faticoso lavoro di scavo sul ghiacciaio. Manca ora quindi l’occasione per preparare questi boyos che sono diventati parte della dieta durante tutto l’anno.

Nella regione di Cabanaconde non veniva consumato abitualmente il pane. La colazione era costituita da cancha (mais tostato). L’uso del pane era limitato a una o due volte a settimana, mentre ora questi boyos vengono consumati al posto del pane. Attualmente viene prodotto da due panetterie che ne vendono circa 50 al giorno, inoltre rimane la preparazione nelle case per il consumo familiare.

Il boyo di Cabanaconde è a rischio di estinzione perché, pur essendo un prodotto universalmente conosciuto nella regione, pochi sono in grado di prepararlo secondo la ricetta originale. I lavori sul ghiacciaio a cui era tradizionalmente legata la preparazione non vengono più eseguiti e manca così un appuntamento importante per la produzione. Rischia inoltre di essere confuso con i boyos moderni per i quali si utilizza però farina di grano, più economica, e non l’originale mais cabanita.

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Territorio

NazionePerù
Regione

Apurimac

Altre informazioni

Categorie

Pane e prodotti da forno

Segnalato da:Giacomo Stefano Bassilio Elliott