Picarónes

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La ricetta per i picarónes, o ciambelle peruviane, ebbe origine tra le suore del monastero di Santa Clara di Lima. Si ritiene che sia stata adattata a partire dalla ricette dei colonizzatori spagnoli, i quali consumavano ciambelle con influenze dei mori. I primi documenti che fanno riferimento ai picarònes risalgono ai primi anni del 900. Questa ricetta viene tramandata dalle comunità afro-peruviane come cibo dell’anima e dolce nazionale, celebre in molte case.   Le ciambelle sono preparate con zucca cotta unita a delle patate dolci precedentemente sbucciate e cotte, due ingredienti tipici del Perù. Questi sono impastati con farina, sale e chichi (una bevanda locale) che non sia aspro. L’impasto viene lasciato a riposare per tre ore. In seguito l’impasto, preso a cucchiaiate, viene fritto nel lardo bollente. Le ciambelle sono così servite con zucchero o sciroppo.   Tipiche della cultura creola, i picarónes detengono un posto speciale nella cultura peruviana. Ricardo Palma parla della loro presenza a livello locale specificando “c’erano case che non utilizzavano mai gli orologi per conoscere l’ora, ma si affidavano alle urla dei venditori ambulanti…alle due del pomeriggio le picaronera (ed altri venditori di cibo) tuonavano con le loro urla”. Le ciambelle erano inoltre spesso offerte durante le processioni religiose, in particolare nei pressi di Lima, almeno dal diciottesimo secolo.   I picarónes possono essere ancora trovati nei ristoranti creoli , anche se devono fare fronte a minacce da parte delle imitazioni industriali e dai dolci importati, che indeboliscono questa tradizione culinaria e il metodo di produzione artigianale.

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Territorio

NazionePerù
Regione

Lima

Altre informazioni

Categorie

Dolci

Segnalato da:Marco Tecchia