Ciambella all’anice di Sambuci

Arca del Gusto
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Questa ciambella ha degli ingredienti molto semplici: farina di grano tenero, uova, olio extravergine di oliva, lievito, infuso di alloro, anice (preventivamente impregnato nell’infuso di alloro), e sale. L’alloro è l’ingrediente chiave della preparazione, infatti secondo la tradizione bisognerebbe usare solo le foglie di una pianta “femmina” (quella che porta poi i frutti) perché si pensa abbia sapori più delicati, non troppo intensi o erbacei.

La preparazione delle ciambelle è piuttosto lunga (si cominciava la sera precedente) e inizia con la preparazione dell’infuso di alloro: in un litro di acqua si lasciano in infusione una trentina di foglie. Quando l’acqua si colora e profuma, si può levare dal fuoco dopodiché una parte di infuso viene lasciato nella pentola mentre nell’altra si aggiunge dell’anice. Tutti gli altri ingredienti, compreso l’infuso con l’anice, vengono lavorati fino ad ottenere un impasto solido che dovrà lievitare in un ambiente caldo per tutta la notte. La mattina seguente l’impasto viene ripreso una seconda volta e si procede con il taglio di alcune parti. Si devono dunque ricavare dei cordoni lunghi circa 50 centimetri e le estremità vengono congiunte, così da ottenere le ciambelle. La pentola con l’infuso di alloro viene fatta ribollire e le ciambelle vengono lessate una per volta, girandole di tanto in tanto con un cucchiaio. Si mettono poi ad asciugare, si incidono con un coltello nella metà esterna e infine si infornano fino a quando sono dorate.

La ricetta, tramandata oralmente da generazioni, si pensa sia riconducibile agli antichi riti in onore della dea Angizia, divinità marsica dei serpenti in tutta la Valle dell’Aniene. Il culto del serpente – così come molti altri culti pagani – non morì mai del tutto, semplicemente si trasformò in questa o in quell’altra tradizione. La ciambella di Sambuci ricorda infatti il serpente cosmico che si mangia la coda: l’Uroboro. In forma circolare, è la quintessenza e al contempo l’ultima vestigia della grandiosità divina femminile. Il cerchio che forma rappresenta l’unità del Tutto; l’utero femminile, il Mondo; la Terra e il Sole al tempo stesso; l’eterna ciclicità del divenire (vita-morte-vita), della stagionalità e quindi della trasformazione. Indica la perfezione assoluta della creazione divina.

In passato queste ciambelle si preparavano in occasione dei matrimoni, la mamma della sposa e la sposa stessa le regalavano agli invitati come annunciazione dell’evento.

Oggi a Sambuci è rimasto un solo forno che produce questa ciambella dal sapore sapido, e solo poche famiglie ne conoscono ancora la ricetta, così da prepararle in casa.

L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese  – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Area di produzione:Sambuci (provincia di Roma)

Altre informazioni

Categorie

Pane e prodotti da forno

Segnalato da:Spresina Proietti e Gabriella Cinelli