Chañar

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Chañar

Il chañar (Geoffroea decoraticans) è una pianta in via di estinzione della famiglia delle Fabaceae abituata ai climi aridi. Si trova tra la Regione I e la Regione IV del Cile (si concentra maggiormente nelle Regioni III e IV) e anche in alcune parti dell’Argentina nord occidentale. Infatti, nella Regione IV, si trova persino una città chiamata Chañar. È possibile trovare una grande foresta di chañar nella Valle di Monte Patria. L’albero ha una corteccia sgretolabile e in primavera produce dei fiori gialli (tra settembre e ottobre), mentre fiorisce tra novembre e gennaio. Il frutto è polposo e dolce con un nocciolo all’interno. Il frutto è anche utilizzato per preparare un tipo di sciroppo ed altri prodotti tradizionali.

Lo sciroppo di chañar viene preparato facendo bollire il frutto per diverse ore, fino a che il succo e la polpa non raggiungono una consistenza densa. A livello locale viene paragonato al miele. Ha un sapore intenso con una leggera nota di agrumi, che ne sottolinea il gusto affumicato derivante dalla cottura prolungata su fiamma diretta o carbone. Il colore è di un caramellato scuro e la consistenza è densa. Si dice che in passato il chañar tostato venisse utilizzato per preparare un tipo di caffè. I frutti essiccati erano inoltre utilizzati per ottenere una farina impiegata nella preparazione del pane. La corteccia, le foglie e i fiori della pianta possono essere bolliti in acqua per preparare uno sciroppo per la tosse, oppure essiccati per un utilizzo futuro. Se si lascia fermentare il frutto si può preparare una bevanda chiamata chicha o aloja de chañar, ottenuta dalla polpa schiacciata e bollita. Anche la preparazione di un dolcetto al chañar rischia di scomparire. Questi dolcetti sono preparati con latte o acqua, farina ed un po’ di grasso, una ricetta che risale dai tempi antichi. Solitamente, in Argentina, gli indigeni Makà, Tobas e Pilagá fanno bollire i patalcas (cosi vengono chiamati i frutti) conservandone nocciolo e semi: creano un impasto che è usato per preparare dei pani di forma tondeggiante. Mescolando la purea di frutta con latte o acqua e con farine particolari come quella di carruba, si produce un piatto chiamato añapa. Nella zona di produzione storica nel nord dell’Argentina (specialmente nelle province di Santiago del Estero, Chaco e Catamarca), il chañar è sempre stato una importante fonte di nutrimento per molte generazioni di nativi e di immigrati.

Nelle zone di Aymara e Atacama è tuttora utilizzato, anche se deve competere con frutti importati dall’Europa che sono più popolari e produttivi. Il chañar si raccoglie principalmente nelle zone selvagge per uso domestico, ma talvolta si può trovare anche nei mercati. Tuttavia la farina e il caffè ottenuti dal chañar non sono venduti. Sempre più spesso si trovano in vendita delle versioni di questo sciroppo con aggiunta di zucchero e acqua.

L’utilizzo del chañar da parte della popolazione cilena è documentato da tempo. Poiché l’albero è stato utilizzato in maniera indiscriminata per ottenere della legna da ardere, è diventato una specie protetta (anche se il frutto può essere utilizzato liberamente). Molti hanno perso i saperi riguardanti la preparazione di diversi prodotti derivati dal chañar. Si è cominciato a riconoscere lo sciroppo per il suo potenziale culinario, ma l’utilizzo recente di questo frutto per produrre cosmetici potrebbe minacciarne lo sviluppo.

Foto: Archivio Slow Food

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Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Comunità indigena:Diaguitas, Aymara, Maká, Tobas, Pilagá