Cece del solco dritto

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La coltivazione del cece dal solco dritto ad Acquapendente e Valentano, in provincia di Viterbo, è molto antica, risalirebbe addirittura al tempo degli Etruschi. Pare che, nel medioevo, la farina ottenuta da questa varietà fosse usata in Val di Lago anche per la panificazione, tanto che vennero fissate gabelle ed imposte sulla sua produzione di poco inferiori a quelle sul grano. La radicazione di questo prodotto nel territorio permase per lungo tempo, fino a diventare tradizione gastronomica della Tuscia e i piatti a base di questo legume entrarono da protagonisti nel pranzo della Vigilia di Natale.

I ceci dal solco dritto hanno buccia liscia, di colore giallo-beige, tuttavia, diversamente da come si potrebbe pensare, non devono il nome a una particolare conformazione del seme, ma a un’antica tradizione contadina. “La tiratura del solco dritto” è una manifestazione che si svolge il 14 di agosto nella piana sottostante il paese di Valentano, durante la quale viene tracciato un lungo solco che attraversa i campi. Una volta era realizzato dall’aratro trainato dai buoi, oggi dal trattore. A seconda di come riesce il tracciato (cioè più o meno dritto), se ne traggono auspici sul raccolto dell’anno successivo.

Il terreno vocato alla coltivazione di questo cece è di origine vulcanica, con un alto contenuto di potassio e scarsa presenza di calcio. I campi sono situati a 300-400 m s.l.m. in ambiente collinare e con clima mite dovuto alla presenza del vicino lago di Bolsena. La semina avviene nel mese di febbraio e il raccolto a luglio. Consumato principalmente nei mesi invernali, è un ingrediente fondamentale per insalate e zuppe. Nel periodo natalizio si accompagna alle castagne.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Area di produzione:Comuni di Valentano e Acquapendente (provincia di Viterbo)

Altre informazioni

Categorie

Legumi

Segnalato da:Luigi Pagliaro