Castagna lucente dell’Alto Lametino

Arca del Gusto
Torna all'archivio >

Le particolarità che differenziano la castagna lucente sono il risultato dell’interazione di fattori naturali ed antropici e sono legate al pedoclima fortemente vocato alla coltura, oltre che del lungo e paziente lavoro operato nei secoli dai castanicoltori nel selezionare le piante migliori. L’area di coltivazione ricade nel comprensorio dell’Alto Lametino e precisamente nei territori dei comuni di: Decollatura, Platania, San Pietro Apostolo e Serrastretta. Tali territori si caratterizzano per la presenza di imponenti selve castanili che per secoli hanno rappresentato la principale risorsa economica di queste aree montane.

Le piante di castagno lucente sono di grandi dimensioni e buona vigoria con chioma mediamente espansa. Le foglie presentano lembi simmetrici di forma ellittica con base arrotondata e attacchi in punti diversi della asse centrale (rachide); i margini seghettati con pochi denti non molto pronunciati rivolti verso l’apice con angolazione aperta. Il frutto ha una pezzatura medio piccola, peso medio di 10 grammi circa; il pericarpo sottile è di colore marrone chiaro brillante, caratteristica che dona il nome all’ecotipo. Il frutto maturo in prossimità dell’ilo conserva una colorazione chiara. Nel riccio sono presenti tre frutti. Sono stati evidenziati almeno due “ceppi” della Lucente, che differiscono essenzialmente per la pezzatura del frutto: quello presente nel comune di Serrastretta caratterizzato per frutti più grossi rispetto a quello presente negli altri comuni. La castagna lucente è molto apprezzata per i frutti gustosissimi che possono essere consumati freschi o trasformati in pastille (castagne secche) o rusarelle (castagne secche cotte al vapore) di ottima qualità.

Il prodotto, sia fresco che essiccato, viene messo in vendita sui mercati locali ma l’offerta si presenta estremamente frammentata, data la presenza di una moltitudine di piccoli castanicoltori, capaci di generare modesti volumi produttivi. Il generale scarso potere contrattuale dei singoli produttori nei confronti degli altri attori della filiera, e la presenza di numerosi intermediari tra la produzione e il consumo, porta alla perdita di un’importante quota di valore aggiunto e di remunerazione del loro raccolto. I produttori fortemente penalizzati dal cinipide (Dryocosmus kuriphilus) sono molto allarmati per il forte calo produttivo che si è registrato negli ultimi anni. Sostenuta anche dalle amministrazioni locali, la realtà castanicola locale ha cercato di fronteggiare gli attuali problemi di carattere fitosanitario adottando il controllo biologico e si cominciano a vedere i primi segnali di ripresa delle piante. Ma il rischio dell’abbandono è grande perché l’età media dei castanicoltori è superiore a 65 anni e spesso manca il ricambio generazionale.

L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese  – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneItalia
Regione

Calabria

Area di produzione:Decollatura, Platania, San Pietro Apostolo e Serrastretta.

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Segnalato da:Vincenzina Scalzo