Carciofo di Campagnano

Arca del Gusto
Torna all'archivio >
Carciofo di Campagnano

Il carciofo di Campagnano è la varietà tardiva del romanesco del Lazio, una cultivar che nel 2002 ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta.

La pianta è di taglia grande con foglie di color verde cinerino; il capolino principale cresce a circa 50 cm, è sferico e compatto, con un caratteristico foro all’apice e brattee esterne con sfumature di color violetto ad apice arrotondato. Ogni pianta produce in media 8-10 capolini per il consumo fresco e 4-5 per l’utilizzazione conserviera. Viene impiantata da agosto a ottobre e la raccolta si effettua, a mano, da aprile fino a maggio.

ll carciofo romanesco ha una lunga tradizione gastronomica e rurale nelle popolazioni del Centro Italia. Era già conosciuto dai greci e dai romani, ma sicuramente si trattava di una varietà selvatica. Secondo il botanico Giuliano Montellucci, la sua addomesticazione è da attribuire, però, agli Etrschi.
A partire dal 1930 sono attestate le coltivazioni di due varietà di romanesco: il Castellammare, molto precoce, e il Campagnano, che matura tardivamente. Ma è soltanto dopo gli anni ‘40 e ‘50 che il carciofo comincia a diffondersi con rapidità, soprattutto nell’area di Ladispoli e in alcune zone limitrofe particolarmente vocate.

Questo ortaggio si è adattato bene alle condizioni pedoclimatiche laziali, favorito anche dalle caratteristiche ottimali dei terreni dove viene coltivato, si è radicato fortemente nella cultura gastronomica della regione e ha assunto una rilevante importanza economica. È utilizzato in moltissime ricette e piatti locali: alla romana, alla giudia, fritto, ripieno con carne o pane. Nel periodo delle festività pasquali viene proposta la “coratella di abbacchio coi carciofi”; in Tuscia e Maremma meridionale troviamo “la scafata”, nei dintorni di Roma “la vignarola”.

Un’indagine nei territori di Campagnano, Ladispoli, Cerveteri e Maccarese ha evidenziato la presenza della cultivar Campagnano solo in piccoli appezzamenti, condotti quasi esclusivamente per l’autoconsumo familiare. La produzione di questo territorio si sta concentrando già da parecchi anni sulla cultivar Castellammare, più richiesta dal mercato perché molto precoce (raccolta tra gennaio e aprile), a danno della cultivar Campagnano, più tardiva (raccolta tra aprile e maggio).

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Fabio Massimo Iacoponi