Capra grigia lucana

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Capra grigia lucana

La capra grigia lucana o capra di Potenza è una popolazione autoctona della Basilicata, diffusa sia in territorio potentino che materano, in particolare nelle aree interne e marginali.
È di taglia grande: l’altezza del garrese nelle femmine è di circa 70 cm, mentre nei maschi è di 80 cm. Le femmine raggiungono un peso di 50 kg, mentre i maschi arrivano a 70-80 kg. Il mantello è grigio o nero uniforme, con pelo lungo (dai 5 ad oltre 15 cm) e ondulato. Il carattere grigio è meno diffuso di quello nero. È tollerata la presenza di filamenti neri sul dorso o di aree bianche ventrali e perianali nei soggetti grigi, e anche di una colorazione marrone nella parte terminale del pelo. Sono caratterizzate da una testa fine, con orecchie di medie dimensioni e semipendenti lateralmente e anteriormente. Le capre grigie lucane generalmente sono provviste di corna, sia nei soggetti maschi che nelle femmine, ma sono presenti anche soggetti acorni. Le corna sono ravvicinate alla base, leggermente appiattite lateralmente e divergenti; possono essere anche arrotondate all’indietro. In genere presentano la barbetta e il ciuffo. Il collo è lungo e molto largo nei maschi. Gli arti sono robusti con larghi unghioni neri. L’apparato mammario è mediamente sviluppato, e in genere il ceppo grigio presenta una mammella di dimensioni maggiori.
È una razza a duplice attitudine: infatti presenta una buona produzione di latte, ma anche il capretto è molto apprezzato. È una razza stagionale, partorisce quando aumenta la disponibilità dei prati, a partire da febbraio. A volte, però, in condizioni ambientali primaverili favorevoli, una parte dei capi può partorire anche a ottobre-novembre. Solitamente partorisce una volta all’anno, solo talvolta due volte in 14 mesi, spesso sono parti gemellari. I capretti raggiungono gli 8-10 kg di peso vivo a 50-60 giorni dal parto. La colorazione della carne del capretto è particolarmente chiara. La quantità di latte prodotto è di circa 300-350 kg per lattazione, che nelle pluripare dura 240 giorni. Molto apprezzato è il cacioricotta che si ottiene dal latte di queste capre e che si produce da febbraio all’inizio dell’autunno.
La capra di Potenza rappresenta un esempio di riuscito adattamento biologico a un ambiente ostile. Essa è, infatti, una razza rustica che riesce a utilizzare pascoli cespugliati, stoppie e macchie boschive, riuscendo in tale modo a valorizzare tutto ciò che trova nell’areale in cui è diffusa: si nutre di perastri, essenze foraggere, ghiande e quercia. Le caratteristiche morfologiche sono il risultato dell’adattamento al territorio: infatti il pelo lungo le conferisce resistenza alle parassitosi, alle intemperie e ai rovi. Anche l’attaccatura della mammella più ventrale e meno atterrata la protegge dai rovi. Questo fa sì che, in queste condizioni ambientali, essa riesca a produrre più latte rispetto ad altre razze non adattate. È una camminatrice e un’arrampicatrice: queste caratteristiche fanno sì che la capra grigia lucana riesca a trasformare le essenze foraggere ed arbustive di cui si nutre in montagna, in luoghi inaccessibili ai mezzi meccanici e all’uomo, in proteine nobili.
In passato quasi tutte le famiglie contadine lucane allevavano qualche capra, poiché il loro latte si usava per nutrire sia i bambini che gli agnelli in caso di parti gemellari delle pecore. Dell’allevamento delle capre si occupavano sia gli uomini che le donne. Nel 1922 il veterinario Loperfido, parlando dell’allevamento materano, scriveva: "Praticato su vasta scala è l’allevamento della capra; questa è tenuta con la pecora perché il suo latte, molto più ricco di acqua e più povero di materie grasse, serve a stemperare il latte della pecora. Nulla di particolare ha la nostra capra. Appartiene a una razza locale, è piccola, a pelo nero, grigio o fomentino. Prevale però il nero. È con corna o senza corna. Dà in media mezzo litro di latte al giorno, latte che mescolato a quello di pecora viene quagliato. Come la pecora, anche la capra va a finire i suoi giorni al macello. Una buona capra pesa, morta, circa 15 chili. Le carni si consumano di settembre. Al pari della pecora, la capra è data al becco a due anni. La fecondazione avviene in giugno o luglio, in quelle che non sono state fecondate la prima volta, essa avviene in settembre. Dà alla luce uno o due capretti, in qualche raro caso anche tre. Si allevano i capretti primitivi, gli altri, si vendono al macello." (Loperfido L., Pastorizia materana, estratto dalla Rivista “Allevamenti”, 10 maggio 1922, N. 5, Tipografa fratelli Vena & C., Palermo,1922, p.5).
La capra di Potenza con mantello nero sembra simile alla capra Garganica, ma vi sono delle differenze tra le due razze: nella prima, infatti, sono ammesse anche corna tondeggianti e all’indietro, inoltre essa ha orecchie pendenti verso il basso. Nella seconda le orecchie sono portate di lato ed orizzontalmente. In aggiunta la Garganica ha un profilo camuso, caratteristica non presente nella capra di Potenza.
Nella seconda metà del Novecento il numero di capi di questa razza si era notevolmente ridotto, fino ad arrivare a poco più di 500 capi. Nel corso degli anni, infatti, è diminuito il numero di allevatori disponibili a gestire questa tipologia di allevamento, in quanto tale razza è difficile da allevare poiché il pascolo nelle zone marginali come boschi e pascoli arborati, a differenza di quello in campo aperto, necessita di personale dotato di grande esperienza e passione; inoltre la presenza del lupo ne condiziona la sopravvivenza, se lasciate libere. Al contempo è diminuita sul mercato la richiesta di carne di capretto, rispetto a quella di agnello. Negli ultimi dieci anni, grazie all’impegno del giovane allevatore Canio Abbate, è stato istituito il Registro Anagrafico da parte di Assonapa. Con l’istituzione del Registro Anagrafico il numero dei capi allevati ha ripreso ad aumentare. Così oggi l’A.R.A. controlla 3335 capi, distribuiti in 51 aziende, di cui 30 in provincia di Potenza e 21 in provincia di Matera. Probabilmente se venisse aumentato il contributo dato attualmente agli allevatori per il mantenimento di questa razza, e con una maggiore sensibilizzazione circa le caratteristiche positive di tale razza, sia per l’ecosistema che per la salute umana, tale dato potrebbe migliorare ulteriormente.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Basilicata

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Mariantonietta Vaccaro